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Toro: il Milan, il mercato e tutto il resto

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Toro: il Milan, il mercato e tutto il resto
Toro: il Milan, il mercato e tutto il resto

Dunque, dove eravamo rimasti?

Dicembre 2014, Glik che copre le magagne offensive del Toroàà stendendo il Genoa e Cairo che promette acquisti già pronti per l’inizio del mercato.

E ora dove siamo? Gennaio 2015, Glik continua a metterci una pezza, diventando addirittura capocannoniere della squadra, mentre Cairo, dopo aver spostato e non rispettato il termine per i primi nuovi arrivi al dieci gennaio, dopo Torino-Milan parla di quanto abbia speso in estate e fa battute allucinanti sull’affare Cerci, mentre il piatto continua a piangere disperatamente.

Che innesti di un certo tipo servano come il pane, è chiaro da un minuto dopo la fine del mercato estivo, ma, se ce ne fosse stato bisogno, è ancora più evidente dopo sabato sera: il Toro va in svantaggio contro il Milan dopo pochi istanti, reagisce e mette alle corde i rossoneri anche prima del “rosso” di De Sciglio, regalando ai granata una partita di quelle che, come spirito, piacciono tanto ai suoi tifosi, creando tantissimo, costringendo i tifosi rossoneri ad avere un bagno a portata di mano per la quasi totalità del match.

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Bene, nonostante questo, non si è vinto.

Anzi, lo stesso pareggio è arrivato in extremis. E questo perché manca qualcuno, in mezzo, in grado di fare un passaggio illuminante a difesa avversaria schierata. E questo perché, davanti, manca qualcuno che la butti dentro, non dico con puntualità, ma almeno quando non se ne può fare a meno. Invece Quagliarella continua a intristirsi e Martinez, nonostante i lampi di fine 2014, è ancora troppo acerbo.

Allarghiamo il discorso a tutto il campionato e il rimpianto cresce, perché, visto il livello, sarebbe bastato realmente poco per ripetere la scorsa annata. Invece no.

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Non si capisce quanto volontariamente, si è scelto di vivacchiare e, cosa ancor più grave, al di là dei proclami quando la data di apertura del mercato di riparazione è lontana e ci si sente come uno studente che, carico di buoni propositi, annuncia a mari e monti che per il prossimo appello si farà trovare preparato, salvo poi rimangiarsi tutto giunto al momento clou, a gennaio continua a sembrare immobile, purtroppo senza maiuscola.

Toro: il Milan, il mercato e tutto il resto
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Mentre il nome di Maxi Lopez, apparentemente in parabola discendente (tornasse quello di un paio d’anni fa…), sembra farsi reale e quello di Ilicic si candida a telenovela d’inverno, mercoledì arriva la Lazio in Coppa Italia, competizione spesso, inspiegabilmente, snobbata, ma che stavolta sarà difficile affrontare con le seconde linee, anche perché, tra infortuni e fuori rosa, non ne esistono, a meno di schierare la Primavera di Longo.

Coppa Italia che, parole di Glik qualche mese fa, potrebbe anche essere una strada preferenziale, e paradossalmente più agevole del campionato, per riqualificarsi in Europa League, visto che si parte direttamente dagli ottavi, gara secca all’Olimpico granata. E allora che il Toro si aggrappi ancora al suo Capitano, non alle sue reti, stavolta, ma alle sue parole che, se si legge bene, scaldano i cuori dei tifosi tanto quanto sono le volte in cui gonfia la rete.

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