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Focus sulle periferie torinesi

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Focus sulle periferie torinesi
Focus sulle periferie torinesi

Nei giorni scorsi il sindaco Fassino ha annunciato di voler candidare la città ad un bando di 200 milioni di euro indetto dal governo centrale per il recupero delle zone periferiche, ed ha invitato l’ archistar, nonché senatore a vita, Renzo Piano a partecipare a questo nuovo progetto.

Ma come stanno le periferie torinesi? Quali sono e dove si trovano?

L’ evoluzione/involuzione della città da industriale a post boom economico, ha portato alcune zone una volte ritenute periferiche (come ad esempio San Paolo, Aurora ma anche Vanchiglia), a diventare per lo più borghi residenziali, dove le vecchie fabbriche hanno lasciato il posto a nuovi edifici, e a nuove attività commerciali, trasformando di fatto queste aree in semi-centro, una specie di “zona 2” per dirla alla londinese.

Le circoscrizioni più esterne, come Barriera di Milano, Falchera, Madonna di campagna, Vallette, Mirafiori, nate anch’ esse sull’ onda emotiva dello sviluppo economico, con grandi palazzoni stile sovietico, dove si sono creati quartieri dormitorio, sono quelle in cui il progetto tende ad intervenire, li dove la riconversione non è stata possibile per la mancanza di idee o fondi, li che Fassino vorrebbe l’ intervento dell’ architetto.

Focus sulle periferie torinesi

Il senatore sembra avere accettato la proposta e ha incaricato i suoi ragazzi (quelli che paga con lo stipendio da senatore e occupano i suoi uffici a palazzo Giustiani) di occuparsi del progetto.

Le periferie non sono pezzi di città fini a se stesse, da abbandonare perché non “in vista”, le periferie sono le prime a prendere vita la mattina, quando le persone si alzano e animano i mezzi pubblici o le proprie auto che li portano a lavoro, per troppo tempo abbiamo visto il degrado e l’ abbandono: ne sono un esempio il famoso tossic park, o le situazioni sgradevoli in cui versano gli abitanti che vivono vicini a campi rom abusivi, oppure i cittadini di corso Giuli Cesare, che hanno vissuto un repentino cambiamento negli ultimi anni.

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Questi ambienti sono terreno fertile per la non legalità, , in questo modo si creano i presupposti per polveriere in grado di esplodere da un momento all’ altro, incubatori di malaffare, e di sentimento di odio dove l’ integrazione è tutt’ altro che semplice, e le fasce basse della popolazioni restano tali perché non incoraggiate o impossibilitate a migliorare: ne sono un esempio le banlieue parigine o Tor Sapienza a Roma.

Torino non è Roma, Parigi o Londra, ma i problemi sono presenti anche nelle nostre periferie, per questo è fondamentale che il progetto prenda piede, che ci si creda, che queste zone siano restituite ai cittadini, che riprendano vita, riconsegnandole alla città e ai torinesi, e un’ occasione che non dobbiamo farci scappare.

E quale Piano migliore di Renzo per rendere un sogno realtà?

 

Alessandro Rigitano

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