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I tanti, forse troppi, bar di via Nizza a Torino

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I tanti, forse troppi, bar di via Nizza a Torino
I tanti, forse troppi, bar di via Nizza a Torino

Con i sui 5,2 km di lunghezza, via Nizza si presenta come una delle arterie principali della città. Il suo tracciato parte dalle vie “auliche” di Torino fino alla sua periferia più estrema: è una zona storica, che al suo interno impersonifica tutte le varie anime della città; e lo specchio più reale e concreto sono proprio i bar di via Nizza.

Sulla via che costeggia la ferrovia ( infatti i locali prolificano sul lato sinistro della via guardando verso piazza Bengasi ), si possono contare ben 65 esercizi commerciali di questo tipo, più alcuni distributori automatici di bevande calde ( se ne contano 2 ).

Abbiamo quindi una media di un bar ogni 80 metri! Una cifra considerevole se si pensa che siamo nel pieno dell’ epoca “dei media” in cui i rapporti umani sono tenuti principalmente sui social network o piattaforme di condivisione in rete, ma l’ istituzione sociale “bar” regge ancora, e può considerarsi il riflesso dell’ attuale società.

Si può notare, infatti, come nei vari tratti i locali cambino in base alla trasformazione avvenuta nel borgo in cui si trovano.

I tanti, forse troppi, bar di via Nizza a Torino

Nel primo troncone, quello che parte da Porta Nuova e sfocia in piazza Nizza, si possono osservare molti locali gestiti da stranieri, simbolo di un’ integrazione lenta e graduale ma che ormai è diventata realtà, caratterizzante di questa parte di città.

Si nota inoltre una prevalenza di “24/24”, in conseguenza della vicinanza di uno dei luoghi della movida torinese, ovvero il quartiere di San Salvario.

Nel secondo tratto preso in esame, quello che inizia da piazza Nizza e finisce al Lingotto, prendono forma locali diversi, alcuni storici come “Beatrice” , un bar pasticceria che ormai da decenni accoglie i propri clienti in un ambiente curato e servizievole offrendo non solo servizio di caffetteria ma anche di pasticceria, oppure la famosa “mela stregata”, un 24/24 che funge da vero e proprio punto di raccolta.

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Verso il Lingotto troviamo il bar di Eataly che sorge all’ interno dell’ ex polo produttivo Carpano ( altra istantanea della città che cambia ), e un altro logo storico cittadino: Fiorio, che qui ha trovato casa, di fronte a quella che fu casa Fiat.

Nel mezzo trova spazio e vita il rione Nizza Millefonti, con il suo mercato, le sue chiese, l’ università e un insieme di negozi e bar che fungono da centro di aggregazione che la metropolitana ha aiutato a proliferare.

L’ ultimo tratto, quello che porta a piazza Bengasi, porta in grembo un fattore popolare: qui i bar sono luogo di raduno per i lavoratori, non sono bar sofisticati o di passaggio, qui la clientela è quella dei cittadini che fanno la spola tra il luogo di lavoro e la propria abitazione, i prezzi sono più bassi, e la serranda si abbassa alle 20, dopo l’ aperitivo.

I bar sono l’ essenza dell’ italianità, sono un modello tipicamente tricolore, e non è un caso se il fondatore di starbucks decise di intraprendere quel tipo di impresa ( fortunata ) proprio dopo aver osservato i bar italiani.

Le caffetterie sono e saranno lo specchio della comunità che li ospita, e i bar di via Nizza non fanno eccezione.

 

Alessandro Rigitano

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