Home Cronaca di Torino 2014. Un anno da ricordare, quasi per tutti.

2014. Un anno da ricordare, quasi per tutti.

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2014. Un anno da ricordare, quasi per tutti.
2014. Un anno da ricordare, quasi per tutti.

2014. È stato un anno ricco e lungo per le attività culturali torinesi. Boom di turisti – anche ad agosto – incremento esponenziale degli Abbonamenti Musei venduti e rinnovati, mostre e musei che hanno effettuato moltissime aperture straordinarie e serali.

Inoltre c’è stato il decreto Franceschini che ha inaugurato la stagione delle #domenichealmuseo e la ridefinizione delle gratuità nei musei statali, oltre che ai prolungamenti d’orario.

Mostre di fotografia, pittura, scultura – contemporanee e no, con più o meno successo – si sono susseguite senza pause, con alcune chiusure anticipate per permettere ad altre mostre di iniziare.

Senza pausa ma con parecchie code fuori da musei e biglietterie, si può dire che oggi si concluda un anno di soddisfazioni per la cultura torinese.

Dalla notte blu – in occasione del meeting torinese dei Ministri della Cultura europei, nel settembre scorso – alla notte bianca in occasione di Artissima, ai sabati in agosto di apertura straordinaria dei musei civici della Fondazione Musei ai venerdì di apertura prolungata dei musei statali – da luglio in poi.

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Il vero regalo per tutti – ma per i torinesi in primis – è arrivato a inizio dicembre con la riapertura molto attesa della Galleria Sabauda che ha trasformato, in realtà, il sogno della realizzazione del Polo Reale come Polo Museale con nulla da invidiare agli storici poli fiorentino e romano.

Palazzo Reale, la Galleria Sabauda, il Museo di Antichità e l’Armeria tutti visitabili con un unico biglietto fanno della residenza sabauda più centrale geograficamente e culturalmente il polo di attrazione principale per un 2015 che si preannuncia ancora più gratificante, turisticamente e culturalmente.

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Non è oro tutto quello che luccica ovviamente.

I mali dei beni culturali, delle condizioni dei lavoratori, della carenza e della qualità del personale sono problemi all’ordine del giorno in Italia e Torino non è esente da questi problemi. Sicuramente ci sono molte cose che vanno meglio rispetto ad altre parti del nostro Bel Paese – al momento non ci sono notizie di crolli.

Ma se siamo messi bene non vuol dire che siamo i migliori né tanto meno che non possa andare meglio: i problemi economici, i grandi stipendi dei dirigenti e i pochi incentivi per gli operatori sono all’ordine del giorno, i ritardi di anni nei rimborsi dei biglietti tramite Abbonamento Musei da parte della regione e il poco afflusso di persone nei musei periferici della nostra regione non sono un fiore all’occhiello.

L’abbonamento musei: una carta che veste il Piemonte con “l’abito della festa”.

Tanto si può e si deve ancora fare.

Ma se proprio si vuole fare un bilancio possiamo dire che il Piemonte si sta dimostrando molto bravo a gestire una situazione di crisi ed è, insieme a Torino, una dimostrazione del fatto che esiste l’Italia buona, che vuole ripartire perl rilancio dell’economia basata sul turismo e la cultura con creatività, proattività e lavoro certosino in termini di qualità per comunicazione, innovazione e testardaggine

Quando si parte dal nulla forse è più semplice, e il Piemonte ce la sta facendo.

Anche se una vera e propria ristrutturazione e una maggiore considerazione per il lavoro culturale deve partire anche in Piemonte, come in tutta Italia: sfortunatamente non si può pensare che chi voglia lavorare nella valorizzazione e nella conservazione dei beni culturali, lo faccia sempre e solo per passione, senza mai passare da una vera e propria gratificazione economica.

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Questo è l’augurio che si deve fare sia a chi lavora nella cultura sia ai visitatori che ne usufruiscono e che si meritano il meglio: la qualità paga tutti.

Sarebbe meglio non venissero pagati (profumatamente) sempre gli stessi.

E visto che il 2015 si preannuncia ancora meglio del 2014 in termini di offerta e di proiezioni sulle presenze di turisti, non varrebbe la pena pensarci?

Buona fine e buon inizio.

 

Giulia Copersito

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