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Biblioteca Reale: l’autoritratto di Leonardo scompare

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Biblioteca Reale: l'autoritratto di Leonardo scompare
Biblioteca Reale: l'autoritratto di Leonardo scompare

E’ quasi impossibile non conoscere la figura e le fattezze del genio del Quattrocento Leonardo da Vinci ((Vinci, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519), artista poliedrico, architetto, pittore e ingegnere.

Che sia attraverso i libri di storia o il romanzo di Dan Brown “Il codice da Vinci”, il volto di Leonardo è uno dei più celebri della storia. Labbra sottili, fronte alta, lunghi capelli e barba incanutiti: questa è la descrizione di una delle sue opere più celebri, l’”Autoritratto”, datato 1515 e conservato nella Biblioteca Reale di Torino.

Biblioteca Reale: l'autoritratto di Leonardo scompare

Proprio l’Autoritratto, però, sta subendo il destino che molto spesso rischia di colpire le opere più antiche: sta infatti lentamente scomparendo. Il tratto di gesso rossastro si sta sbiadendo sempre più sulla carta, ingiallita dallo scorrere dei secoli. La colpa del pericolo della distruzione è da ricercare nell’incuria e nella cattiva conservazione che per secoli hanno afflitto l’opera. Un altro elemento da considerare è senza dubbio l’attacco di elementi quali la luce e l’umidità, l’inquinamento dell’aria e l’esposizione ai microrganismi, imputati principali della lenta dissoluzione del tratto dell’artista toscano.

Per analizzare le cause effettive della “scomparsa” del disegno senza arrecarvi ulteriori danni, un’équipe di ricercatori dell’Università di Roma Tor Vergata, coordinati da Adriano Mosca Conte, ha analizzato l’opera attraverso un metodo non invasivo, lo scattering, che consiste nello studio della diffusione della luce inviata sulla carta. I risultati delle analisi hanno così permesso di appurare che l’Autoritratto ha subito un processo di ossidazione, molto probabilmente dovuto a una lunga permanenza in ambienti chiusi o con un forte tasso di umidità.

Biblioteca Reale: l'autoritratto di Leonardo scompare

Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Applied Physics Letter, ha avuto anche l’intenzione di appurare se il processo di degradamento fosse ancora in corso e, se sì, in rallentamento, nonostante il ritratto sia attualmente conservato in un ambiente ad umidità controllata.

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Mosca Conte ha affermato che i metodi non invasivi, come appunto lo scattering, utilizzati per analizzare lo stato di degradazione della carta antica sono “strumenti preziosi” per lo studio e la salvaguardia delle opere cartacee d’epoca.

Giulia Porzionato

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