Torinesi sempre… di corsa

Torinesi sempre… di corsa

0
SHARE

E’ una giornata di sole. Fantastico, si può andare a correre. È brutto tempo. Sì, ma è piacevole lasciarsi accarezzare dalla pioggia mentre corri. Nevica.

Accidenti speriamo che spazzino le strade in tempo per la corsetta serale.

142537684-e2bbcf7d-b0bb-4523-8eb8-0e2c717dfe7f

Qualcuno si è accorto che ormai la città di Torino è diventata scenario, anche più volte al mese, di manifestazioni sportive dedicate a runners o a sedicenti tali?

Alla Turin Marathon e alla Stratorino, quelle più datate, si sono aggiunte la “5.30” con partenza all’alba, la mezza maratona, la “Tutta dritta”, “un Po di corsa” e addirittura quella dei babbi Natale, per citarne solo alcune.

Poi fioccano gli eventi podistici di beneficienza, organizzati a scopi benefici o quelli programmati dai vari club sportivi. Insomma, il ritorno c’è: i torinesi amano correre.

be06433b58a1dfb7974ac3584ae4e568
Il fenomeno è piuttosto interessante. Certo le difficoltà economiche degli ultimi anni hanno contribuito a portare al parco gli sportivi che a costo zero amano tenersi in forma. Infondo sono sufficienti un parco pubblico e un paio di scarpe da ginnastica.

Poi c’è il fattore moda: il passaparola, la corsa in compagnia l’hanno resa uno tra i tanti appuntamenti da condividere con gli amici.

Ben vengano quindi le manifestazioni che offrono un obiettivo in termini di kilometri, oltre che la maglietta indossata nella foto da postare sui social.

allacciare-scarpe
Infine forse ad allacciare le scarpe è soprattutto una generazione, quella dei 30-40enni: ex cestisti, pallavolisti, calciatori, non più arruolati in una squadra, ma ancora desiderosi di competere e superare i propri limiti fisici.

La prima generazione, questa, che forse ha avuto un’educazione sportiva davvero importante e che trova, nella corsa, l’espressione più vicina.

Correlato:  Il 25 Aprile c' è l' " All Star Game di Serie D" di hockey

Invece magari della corsa è proprio bella la corsa: sentire il proprio respiro che si fa più regolare man mano che l’andatura diventa costante, lasciar sciogliere insieme alle gambe i pensieri e le preoccupazioni giornaliere e infine guardarsi intorno e forse per la prima volta nella giornata trovare un attimo di pace.

 

Serena Fabrizio

LEAVE A REPLY