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Piatto ricco… alla Fondazione Accorsi Ometto: Quadrone e Van Loo in mostra fino all’11 gennaio 2015.

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Grande fermento alla Fondazione Ometto Accorsi di Torino.

Oltre alla mostra dedicata a Giovanni Quadrone inserita nel filone intrapreso da qualche stagione con la pittura iperrealista, per il periodo natalizio è stato pensato un ulteriore piccolo percorso espositivo.

Fino all’11 gennaio, in corrispondenza dell’ultimo periodo di esposizione dei quadri iperrealisti, sono esposti presso il Museo Accorsi–Ometto, per la prima volta i ritratti delle principessine di casa Savoia realizzati da Louis Michel van Loo nel 1733. L’occasione dell’evento nasce dal recente acquisto, da parte della Fondazione del dipinto che raffigura Maria Luisa Gabriella, figlia di Carlo Emanuele III di Savoia e di Polissena d’Assia, Maria Luisa Gabriella di Savoia, nata a Torino nel 1729.

La principessina, inizialmente era destinata a sposare il delfino di Francia Luigi, figlio di Luigi XV, ma siccome le trattative matrimoniali non erano andate a buon fine, la principessa entrò nel convento di Sant’Andrea di Chieri, dove morì nel 1767.

Stando alla contabilità sabauda, lei e le sue sorelle, Maria Felicita Vittoria ed Eleonora Maria Teresa, furono ritratte nel 1733 dall’allora non ancor famoso, ma già abilissimo, Louis Michel van Loo. In particolare, il ritratto di Maria Luisa Gabriella ancora bambina, proveniente dalle collezioni del duca d’Aosta Amedeo di Savoia, conserva ancora la sua cornice originale e che è possibile ammirare nelle sale del museo della fondazione torinese.

In contemporanea, come già accennato, prosegue l’omaggio alla pittura italiana del XIX secolo: protagonista di questa nuova esposizione è Giovanni Battista Quadrone considerato uno dei massimi rappresentanti della pittura di genere dell’Ottocento italiano.

Il pittore piemontese, nato nel 1844 a Mondovì da una ricca famiglia di imprenditori di materiali lapidei e morto nel 1898 a Torino, è stato uno dei pittori più apprezzati a livello internazionale: i suoi dipinti, collezionati oltre che in Italia, anche in Europa e nelle Americhe, hanno raggiunto le più alte quotazioni di mercato negli anni ‘70 dell’Ottocento.

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La sua precisione perfezionistica ha permesso al Quadrone di ottenere prestigiosi riconoscimenti pubblici come gli acquisti di opere proprie per il Museo Civico di Torino e per la Galleria Nazionale d’arte Moderna di Roma, nonché il primo premio alla grande esposizione fiorentina del 1896-1897.

 

La sua fortuna si esaurisce però con il XIX secolo poiché la perfezione iperrealistica, nel Novecento viene condannata dalla critica come eccessiva e a causa del cambio di gusto artistico, lui e quasi tutto il filone di pittura di cui fa parte viene in qualche modo dimenticata o comunque non valutata come avrebbe dovuto.

La mostra si compone di una quarantina di opere tra le più rappresentative dell’artista.

Il museo Accorsi- Ometto quindi mette davanti agli occhi di torinesi e turisti due percorsi assai diversi, ma accomunati entrambi da un alto valore artistico e di recupero. Un recupero che mira riabituare gli occhi a una pittura immediata, facile da comprendere e di sicuro impatto che può piacere quasi a tutti.

Lontana dalle avanguardie a cui ci siamo abituati ultimamente, forse in controtendenza, ma frutto di un certosino e chiaro lavoro fatto dalla fondazione di via Po a Torino: non dover sconvolgere a tutti i costi ma semplicemente di far rallentare i battiti cardiaci e di far riposare occhi, cuore e testa di fronte a opere confortanti e facilmente riconoscibili.

Neanche fosse facile.

L’ingresso all’esposizione dei ritratti per mano di Louis Michel Van Loo, delle principessine sabaude è gratuito per i visitatori del Museo di arti decorative e per quelli della mostra “Giovanni Battista Quadrone. Un “iperrealista” nella pittura piemontese dell’Ottocento. Museo Fondazione Ometto-Accorsi via Po 55, Torino

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Orari: da martedì a venerdì 10.00-13.00; 14.00-18.00 Sabato e domenica 10.00-13.00; 14.00-19.00

Giulia Copersito

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