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La diga sul Po in arrivo?

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La crisi economica, il costo dell’ energia tradizionale, hanno portato una piccola rivoluzione green, anche a Torino, anche sul Po.

Le centrali idroelettriche stanno tornando in voga, e dopo un ampio abbandono di quelle presenti in montagna per motivi di resa considerata troppo basta, ora un progetto interessa proprio il nostro fiume cittadino.

Il Comune infatti ha approvato un progetto preliminare per costruirne una all’altezza della diga Michelotti.

I costi della diga andrebbero essere ammortizzati con la produzione dell’ energia stessa, e il bando dovrebbe essere licenziato a breve.

L’ energia prodotto annualmente dovrebbe aggirarsi intorno ai 4.9 gw/anno con un salto idraulico di 2,85 metri.

L’ investimento sarebbe intorno ai 7 milioni di Euro, come detto a carico del concessionario, ed estenderebbe la navigabilità del fiume oltre l’ attuale diga Michelotti (creata nel 1815), presente all’ altezza della gran Madre, e soggetta a lavori di ammodernamento nel 2009.

Il progetto è del 2012, ma è tornato d’ attualità in questi giorni, e con esso le immancabili polemiche. La costruzione è concentrata sulla costa “collinare del Po”, dove dovrebbe nascere il cuore della centrale stessa. Secondo il progetto dovrebbe essere a impatto zero per il paesaggio cittadino, ma non tutti sono d’accordo.

I detrattori del progetto sostengono che sarebbe l’ ennesima colata di cemento, e per giunta nel pieno centro cittadino, che creerebbe danni anche all’ ecosistema fluviale: la costruzione della centrale infatti produrrebbe un aumento della temperatura delle acque e questo andrebbe a sfavore delle specie ittiche che vivono nel fiume.

Inoltre l’ opposizione in Sala Rossa crede che prima di ampliare il settore navigabile del Po, che porterebbe benefici turistici, andrebbero sfruttati gli attracchi già presenti fino a Moncalieri e non usati.

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Ad unirsi al coro dei “no” i vari canottieri che sul Po si esercitano, che sostengono la pericolosità che i vari battelli creerebbero al loro passaggio.

I sostenitori del progetto portano come esempio di opera riuscita, utile, e “verde”, la centrale idroelettrica della Pellerina, integrata all’ interno del parco, e della città, e che crea energia utile alla cittadinanza.

Il Comune ha deciso che andrà avanti con le procedure di assegnazione dell’ appalto, come andrà a finire? L’ intenzione c’è, ma non è detto che il pretendente si presenti al bando pubblico, e a noi non resta che aspettare per l’ ennesima volta tra “falchi” e “colombe”.

 

Alessandro Rigitano

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