Home Cronaca di Torino Tasi, Torino è la più cara d’Italia

Tasi, Torino è la più cara d’Italia

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Ci sono una notizia buona ed una cattiva.

Non sapendo da quale preferireste iniziare, scegliamo noi: quella buona.

Quest’anno Torino è una delle la città in cui si registra una maggiore diminuzione delle imposte sugli immobili rispetto alla stangata del 2012, quando durante il governo Monti fu introdotta l’IMU.

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Il risparmio medio è quasi di 110 euro, non esattamente noccioline, soprattutto di questi tempi e con le feste natalizie ormai alle porte. Ce n’è abbastanza per rendere più ricco il cenone o per mettere un regalo in più sotto l’albero.

A spegnere qualsiasi entusiasmo però ci pensano i dati relativi alla Cosiddetta TASI (Tributo per i Servizi Indivisibili), istituita con la legge di stabilità del 2014, che riguarda le abitazioni principali e sostituisce a tutti gli effetti l’IMU, che continua ad essere dovuta per le prime case solo se considerate di lusso, per le seconda abitazioni e altri immobili. In questo caso Torino ha la media più alta: 403 euro, contro i 391 di Roma, i 331 di Bologna ed i 318 di Ancona.

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La TASI fa riferimento a tutti quei servizi rivolti alla collettività che ne beneficia indistintamente, con impossibilità di quantificarne l’utilizzo ed il beneficio che la stessa ne trae: la polizia locale, la protezione civile, la manutenzione del verde pubblico, la tutela dell’ambiente, del territorio, degli immobili comunali, del patrimonio storico, artistico e culturale, pubblica illuminazione, i servizi socio-assistenziali, cimiteriali e relativi alla cultura e allo sport.

La prima rata è stata pagata il 16 giugno, la seconda è in scadenza proprio in questi giorni, precisamente il 16 di dicembre.

Di certo un bel modo di festeggiare per il Comune di Torino che conta di incassare circa 114 milioni di euro, dopo i 58 raccolti quest’estate. A proposito di tasse che cambiano nome, ma non essenza, è di questi giorni l’arrivo nella buca delle lettere del bollettino della TARI (Tassa sui Rifiuti), che un tempo si chiamava TIA (Tariffa di igiene ambientale), poi diventata TARSU (Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) e trasformarsi infine in TARES (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi).

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Anche in questo caso si tratta di una saldo dell’acconto versato questa primavera. Per finire la carrellata di cifre e per amor di precisione vi sveliamo che TASI, IMU e TARI sono tutte componenti dalla IUC, l’Imposta Unica Comunale. Non potete più sbagliare. Fino alla prossima Legge di Stabilità, perlomeno.

Edoardo Ghiglieno

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