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Zone 30 e Torino, quale futuro?

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Zone 30 e Torino, quale futuro?
Zone 30 e Torino, quale futuro?

Il problema del traffico attanaglia ogni grande metropoli del mondo, e porta con se gravi ripercussioni per i cittadini che devono districarsi tra automobilisti sempre di fretta ed esagitati, smog, passaggi pedonali ostruiti e inquinamento acustico.

Torino non è una grande metropoli ma può contare, tra residenti e pendolari, un grande afflusso di autoveicoli giornaliero.

Questo ha portato l’ amministrazione cittadina a prendere provvedimenti per cercare di ridurre al minimo l’ impatto dei fattori sopra citati, sulla scia delle grandi città europee, istituendo la ZTL nel centro cittadino, costruendo parcheggi di interscambio, puntando sulla metropolitana, ma anche estendo le zone blu, attuando servizi di carshering e bikeshering per cercare di incentivare l’ uso del mezzo pubblico.

Tra questi provvedimenti possiamo notare anche l’ istituzione delle “zone 30”.

Questa sperimentazione non è stata attuata nel centro cittadino, ma nelle periferie, per dare una risposta anche alla cittadinanza che abita nei quartieri meno centrali della città.

Zone 30 e Torino, quale futuro?

Ad ormai qualche anno dalla partenza della sperimentazione, che risultati si sono ottenuti?

Il comune dal suo sito snocciola dati interessanti e incoraggianti, che sembrano dare ragione agli amministratori.

La zona interessata è quella che coincide tra i quartieri “Santa Rita” e “Mirafiori nord”, tra corso Siracusa, corso Orbassano, via Guido Reni e corso Sebastopoli, interessando anche per un tratto via Castelgomberto e via Filadelfia.

I dati sono molto incoraggianti e indicano un calo degli incidenti stradali, con nessun ferito grave, abbassando del 68% l’ indice che contrassegna i giorni di prognosi stilati dopo i sinistri.

Gli automobilisti sembrano rispettare il limite ( “costretti” da dossi, passaggi rialzati, segnalazioni ) che ha abbassato la velocità media di 11 km/h, e di conseguenza si registra un abbattimento dei sorpassi, ed una significativa riduzione del traffico ( -15% ).

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Tutti gli indici portano ad una sola conclusione: l’ esperimento sembra riuscito.

Zone 30 e Torino, quale futuro?
Zone 30 e Torino, quale futuro?

I cittadini sono più sicuri, i bikers sono più protetti, e tutti gli indicatori negativi al ribasso.

Questo esperimento non fa che confermare il trend europeo, dove queste aree sono diffuse da più tempo, città come Londra o Amsterdam ne hanno a decine, ma il successo è stato determinato anche dall’ amministrazione che è stata lungimirante e ha invitato gli abitanti del quartiere a contribuire al progetto, coinvolgendoli e accogliendo segnalazioni o suggerimenti.

Un esempio di buona amministrazione, che fa di Torino un battistrada per le altre città italiane che potrebbero prendere spunto e allinearsi a questo tipo di scelta.

E se è stato possibile nella città dell’ auto…..

 

A. Rigitano

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