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La nascita del trasporto pubblico torinese

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La nascita del trasporto pubblico torinese
La nascita del trasporto pubblico torinese

Oggi, nel lontano 1906, nasceva a Torino il primo embrione del trasporto pubblico, l’ATM (Azienda Tramvie Municipali).

Il 28 novembre di quell’anno la città di Torino, attraverso il suo Consiglio Comunale, decretò il riscatto della rete tramviaria dalla Società Elettricità Alta Italia che in quel momento la gestiva: di fatto solo nel 1907 l’Azienda Tramvie Municipali avrebbe iniziato a controllare ogni aspetto del trasporto torinese.

La data di oggi in ogni caso è importante perché segnò un momento decisivo nella storia dei trasporti a Torino.

La nascita del trasporto pubblico torinese

Ad oggi siamo abituati ad avere il trasporto pubblico.

La Gtt con i suoi pregi e i suoi limiti ci permette di spostarci all’interno della città e nella sua immediata cintura senza particolari difficoltà logistiche.

Più di un secolo fa, ovviamente non era così, ma nella data sopracitata la città di Torino compì un grande passo avanti.

Sin dal lontano 1871 infatti, Torino desiderava sempre di più dotarsi di un adeguato traporto pubblico, tanto da chiedere il contributo dell’Ing. Zaverio Avenati per collocare dei binari primitivi tra piazza Castello e l’attuale zona di via Nizza per permettere la circolazione di primi “tram” trainati da cavalli.

Negli anni che seguirono, anche alla luce di nuove normative provenienti direttamente da Bruxelles, i trasporti torinesi si evolvettero sempre di più fino a passare dal tradizionale traino equino a quello elettrico che ancora oggi in molti percorsi sussiste.

La fondazione dell’ATM servì in quel periodo per colmare le lacune procedurali della Società Elettricità Alta Italia che, pur con la presenza di consistenti richieste, non si era prodigata per collegare al centro della città le zone periferiche sempre più estese.

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Per esercitare direttamente il controllo sulle linee esistenti e su quelle che sarebbero venute, la città di Torino pose un riscatto di 100.000 L., una cifra esorbitante per l’epoca, più 200.000 ogni anno fino al 1928.

Il provvedimento fu votato, con il benestare della Commissione Reale, attraverso un Referendum proprio nel 1907. Il 1° ottobre di quell’anno iniziò finalmente l’esercizio diretto.

La nascita del trasporto pubblico torinese

Negli anni durante e immediatamente dopo la Grande Guerra, la società riuscì comunque a mantenere un buon livello di servizio, garantendo anche la costruzione di nuove linee e gli allargamenti previsti. In quegli anni si costituirono anche alcuni dei depositi che tutt’ora sussistono per le vetture.

Superato anche lo scoglio della Seconda Guerra Mondiale, l’ATM si ritrovò nuovamente a dover migliorare, sostituire e incrementare la rete del trasporto pubblico.

In seguito, negli anni ’80 e ’90, venne poi realizzata la cosiddetta “Rete 82” che tutt’ora sussiste modificata solo in alcuni aspetti. Si deve a quegli anni anche il miglioramento e la più precisa attribuzione delle linee e dei percorsi dentro e fuori Torino.

Quello fu il periodo in cui il trasporto migliorò notevolmente: l’acquisto di nuove vetture più moderne, l’aumento dei servizi e dell’ordine sulle tratte, ha costituito la base di quanto ancora oggi c’è di buono nel trasporto pubblico di Torino.

Solamente il 1° gennaio del 2003, dalla fusione della SATTI e dell’ATM, sarebbe nata la Gtt, il Gruppo Torinese Trasporti che oggi ben conosciamo.

La nascita del trasporto pubblico torinese

Per arrivare ai giorni nostri, con le modifiche e le agevolazioni che solo oggi abbiamo a disposizione, la storia è stata davvero lunga.

Cominciando dalle prime vetture a cavallo nell’800, se consideriamo la trazione elettrica, oggi può davvero essere definito il “compleanno” del trasporto pubblico torinese.

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Francesca Palumbo

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