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Il Vermouth vuole la denominazione DOP

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Il Vermouth vuole la denominazione DOP
Il Vermouth vuole la denominazione DOP
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Uno storico liquore torinese, il Vermouth, potrebbe essere vicino ad ottenere la certificazione D.O.P.

Il Vermouth, anche scritto Vermut, è un liquore creato nella città di Torino nel 1786.

Precisamente nella centralissima piazza Castello, dove Antonio Benedetto Carpano apre una bottega in cui produce questo particolare vino bianco, inizialmente Moscato, diventato un classico aperitivo nella città della Mole Antonelliana, composto da almeno il 75% di vino e aromatizzato con diversi tipi di frutta e spezie (alcune tra esse sono cannella, anice stellato, noce moscata, melissa).

Il nome proviene da un termine tedesco indicante l’artemisia, un’altra pianta che vede una forte presenza nella ricetta.

La vera fama di questo liquore esplode però nel 1863, attraverso l’operato della ditta del duo Martini&Rossi.

Il Vermouth vuole la denominazione DOP
Il Vermouth vuole la denominazione DOP

Ovviamente, la bevanda moderna risente di alcune differenze rispetto alla sua antenata settecentesca; principalmente, sono stati banditi nel tempo alcuni ingredienti che sono risultati tossici, ed è stata diminuita la quantità di assenzio.

La bevanda sta lentamente riaffiorando dal baratro dell’oblio, dopo decenni in cui è stata relegata ai ricordi dei libri e dei romanzi di inizio ‘900.

Il Salone del Gusto e Terra Madre, che si sono svolti a Torino dal 23 al 27 ottobre 2014, hanno infatti visto la presenza di una vera e propria “Tavola Rotonda dei Produttori di Vermouth di Torino” nello stand “Turin Vermouth”.

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Il Vermouth vuole la denominazione DOP

I vari produttori torinesi di questo liquore si sono riuniti per discutere dell’urgenza di stendere un documento che rappresenti un “disciplinare di produzione”, che regoli e tuteli l’origine e la qualità del prodotto Vermouth. Proprio il ritorno in auge del liquore rende più pressante questa necessità, che lo renderebbe un rinato fiore all’occhiello del Piemonte.

Secondo l’enologo Beppe Ronchi “Le prerogative ci sono tutte: i vini bianchi utilizzati sono italiani e l’artemisia è piemontese”.

Giuseppina de Santis, assessore per le attività produttive della Regione Piemonte, sostiene: “Dovremmo aiutare, e stimolare, i produttori al dialogo, a uniformarsi tra loro e a superare, sul piano tecnico, i vari passaggi burocratici per l’ingresso in un futuro disciplinare.Dobbiamo necessariamente valorizzare e tutelare questo nostro prodotto, attraverso il racconto della sua storia e delle sue origini.”

Insomma, si va a grandi passi verso una denominazione D.O.P. di questo aperitivo, non più relegato a tempi antichi.

Giulia Porzionato



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