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Vendemmia 2014: qualità per pochi

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Vendemmia 2014. qualità per pochi
Vendemmia 2014. qualità per pochi

La vendemmia 2014 non potrà certo essere ricordata come una delle migliori degli ultimi anni.

Le condizioni metereologiche, infatti, hanno influenzato l’andamento dell’annata vinicola in tutta la penisola. Anche le maggiori aree vinicole del Piemonte, Langhe e Roero, non sono state risparmiate. Le zona che ha subito di più a livello di precipitazioni è stata quella Barolo, mentre la zona rimasta più a secco è stata quella della coltivazione di Barbaresco e Roero.

Vendemmia 2014. qualità per pochi
Vendemmia 2014. qualità per pochi

A livello quantitativo, sono state confermate quasi in toto le previsione nefaste della Coldiretti, che aveva anticipato la vendemmia più scarsa dal 1950. Con conseguenze comprensibili non solo sul fatturato delle aziende vinicole, ma anche sul prezzo dei vini per i consumatori. In alcune zone d’Italia, per esempio in Veneto, i danni sono stati ben maggiori, e un produttore di amarone ha addirittura deciso di rinunciare ad un’annata.

Vendemmia 2014. qualità per pochi
Vendemmia 2014. qualità per pochi

In Piemonte, però, la situazione è ben diversa: le situazioni atmosferiche difficili (non solo le piogge, ma anche l’inverno caldo e la grandine) hanno messo alla prova i viticoltori, che hanno saputo rispondere con scelte che premiassero la qualità. Nel cuneese così come nell’astigiano (zona di produzione, per esempio, del moscato), i produttori vinicoli che hanno saputo selezionare le uve non danneggiate e che avevano curato bene le viti otterranno un prodotto di ottima qualità, che possa giustificare, così, anche l’aumento dei prezzi. Questi costi esorbitanti, inoltre, non sono da dare per scontati: nell’astigiano, secondo Coldiretti, la produzione è accettabile e si potranno trovare a prezzo modico vini ottimi e a bassa gradazione alcolica.

Vendemmia 2014. qualità per pochi
Vendemmia 2014. qualità per pochi

L’associazione dei produttori agricoli fa inoltre un appunto: una vendemmia come quella del 2014 ha avuto cifre che, fino a una sessantina di anni fa, erano la norma: se la vendemmia di questo autunno sembra così scarsa, è solo perché le tecniche degli ultimi decenni ci hanno abituato a produzioni quasi industriali. Un anno meteorologicamente pazzo come quest’ultimo potrebbe essere un buon motivo per continuare a virare sulla qualità.

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Giulia Ongaro

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