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Movida sì o movida no? Un problema non solo torinese

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Che non siamo in un paese per giovani, per diversi motivi già si sapeva, ma a volte lo scontro generazionale e di mentalità raggiunge delle vette inaspettate.

È il caso del “problema della movida”, che sembra essere diventato terreno di scontro feroce tra chi si lamenta del rumore proveniente dai locali e chi, almeno una sera o due a settimana, vuole divertirsi senza dover subire un coprifuoco.

La discussione tra queste due correnti di pensiero si accende periodicamente a Torino, a causa delle lamentele di chi risiede in centro e a San Salvario.

In mezzo a tutto ciò si inseriscono anche i gestori dei locali che guadagnano grazie alla clientela serale e notturna dei weekend e che se dovessero subire l’obbligo di chiusura anticipata perderebbero gran parte dei loro guadagni.

In queste ultime settimane la polemica imperversa è scoppiata a Cuneo, dove diversi residenti si sono rivolti ad un avvocato per presentare una lamentela ufficiale all’amministrazione locale e invocare il diritto a dormire in pace senza dover sentire fino a tarda notte fastidiosi schiamazzi.

Il tutto sembra sia nato anche dalla proposta di rendere pedonale una delle vie principali di Cuneo, via Roma.

Questa prospettiva ha infatti fatto nascere in chi abita in zona il timore che la pedonalizzazione possa in futuro trasformare l’area nel centro della vita notturna cuneese.

Come hanno risposto i giovani? Hanno creato un Comitato Pro Movida e portato il loro dissenso sui social. Su Facebook infatti la pagina del comitato è già seguita da più di 4500 persone, tutte d’accordo sul fatto che anche Cuneo deve accogliere le iniziative per diventare una città più giovane e dinamica e che un taglio netto alla movida non farebbe altro che isolare ulteriormente i suoi abitanti.

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Il comitato sta anche cercando l’appoggio di alcuni esercenti e la discussione si è fatta sempre più accesa, combattuta sul web a colpi di “Mi piace”. Parallelamente, infatti, è stata creata anche un’altra pagina Facebook (“Movida a Cuneo: mettici la faccia”) per protestare contro le lamentele anonime verso gli esercenti che hanno deciso di appoggiare la causa della movida e che ora sono oggetto di critiche da parte di chi vorrebbe limitare fortemente la vita notturna.

Come andrà a finire? Non si sa ancora se questa protesta da parte dei residenti cuneesi si spegnerà da sola o se si trasformerà in provvedimenti concreti da parte dell’amministrazione. È vero però che questo caso mostra un serio problema di convivenza tra generazioni e stili di vita diversi: chi va a divertirsi il sabato sera deve sicuramente farlo in maniera responsabile e nel rispetto degli altri, ma il problema degli schiamazzi non può essere risolto con una limitazione della vita notturna.

Non solo questo creerebbe danni economici ai locali, ma accenderebbe ancora di più le proteste, allontanando la possibilità di trovare una soluzione adeguata per tutti. In fondo, anche i festaioli sono cuneesi.

 

Erika Guerra (Foto dalla pagina Facebook del Comitato)

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