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La cucina piemontese nella contemporaneità

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Dopo l’excursus sulle origini della “Cucina piemontese”, descritto nelle precedenti puntate, adesso andremo ad indagare la situazione contemporanea.

Come già accennato, la cucina popolare, borghese e di corte, verso fine Ottocento, si fuse in un’unica cucina. Il noto gastronomo Giovanni Goria, nel suo scritto “La cucina del Piemonte collinare e vinaiolo: Storia e ricette” (1990), sostiene che: “Nell’unificazione delle tre antichissime cucine in un’unica cucina piemontese, la tendenza fu sempre quella di assumere, da parte delle cucine superiori, i piatti poveri del popolo, arricchirli, nobilitarli, cittadinizzarli, così farli diventare la cucina di tutti, col sopraggiungere della prima industrializzazione e della tendenza al livellamento delle classi economiche”.

 

Tutto ciò venne influenzato anche dall’idea post-unitaria di dare alle singole cucine di ogni regione un’identità gastronomica ed intessere dei rapporti con le tradizioni locali.

Così oggi, molti piatti e prodotti del nostro territorio, sono diventati simbolo della nostra cucina e immancabilmente vengono proposti in menu orientati verso una cucina tradizionale.

Bisogna però sottolineare che, nell’arco del tempo, le ricette tradizionali piemontesi hanno subito modifiche, reinterpretazioni e adattamenti secondo gusti, necessità e mode della contemporaneità.

Di fatto, molti piatti hanno subito delle variazioni negli ingredienti utilizzati, nelle modalità di cottura e sono stati alleggeriti. Inoltre, negli ultimi tempi vige la moda, fra gli chef della nostra regione, di proporre ai propri clienti piatti, che derivano dalla nostra tradizione culinaria ma vengono interpretati secondo il loro estro creativo, come per esempio la “Bagna càoda da bere” di un noto chef del torinese.

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Oltre a ciò per esempio, alcuni cibi tradizionali relegati ad un ambito domestico, sono diventati dei cibi di strada “piemontesi”, basta pensare al gofri e alle miasse.

Nei prossimi articoli parleremo dei vari piatti tipici della nostra regione e dove poterli gustare.

 

Clara Lanza



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