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Rifiuti: Torino si differenzia, sempre

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C’è una leggenda metropolitana secondo cui la raccolta differenziata sarebbe in realtà un grande bluff: ogni tanto infatti si sente ancora dire in giro che i rifiuti, una volta raggiunto il centro di raccolta, vengono nuovamente mischiati insieme, per le ragioni più assurde, a seconda delle versioni di questa bufala.

C’è chi è pronto a giurarlo. Probabilmente è uno di quelli che si aggirano per la città con la spazzatura ben nascosta in macchina, alla ricerca di un vecchio bidone grigio o verde per l’indifferenziato.

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Per fortuna la cosiddetta “differenziata” è ormai una realtà più che consolidata del nostro quotidiano. Il sito dell’Amiat (www.amiat.it) assicura che ogni giorno circa 1800 fra donne e uomini operano a favore di Torino e del suo ambiente, dedicandosi a diverse attività: raccolta dei rifiuti, svuotamento dei cestini, pulizia delle strade, customer care, analisi chimiche, ecc.

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I risultati si vedono eccome: nel 2013 sono stati raccolte nel comune di Torino circa 440mila tonnellate di rifiuti, circa 500kg per ciascun abitante. Di questa enorme mole di spazzatura il 41,9% è stata raccolta in modo differenziato, tramite la raccolta stradale, quella porta a porta ed i 7 Ecocentri presenti sul territorio.

Un risultato che pone il capoluogo torinese al comando della classifica delle città metropolitane più virtuose in materia di raccolta differenziata, un primato raggiunto nel 2010 e mantenuto nel tempo.

Torino inoltre è perfettamente in linea con la media nazionale che si attesta nel 2013 attorno al 42%. Il Nord si distingue in positivo con una percentuale che supera abbondantemente il 54%, mentre il Sud non raggiunge il 29%.

A smentire in parte queste macro statistiche è, ad esempio, il comune di Roccadaspide, in provincia di Salerno, che con la sua raccolta differenziata porta a porta raggiunge il 92%, record nazionale. Il fanalino di coda è Messina, con un desolante 6,3%, ben al di sotto del 20% che invece raccoglie Napoli, città simbolo delle problematiche legate allo smaltimento dei rifiuti.

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A Torino, la frazione differenziata che ha registrato il maggior peso nel 2013 è stata la carta, con un totale raccolto di circa 68mila tonnellate.

A seguire la frazione organica domestica (oltre 41 mila tonnellate) e la frazione vetro e lattine (oltre 23 mila tonnellate). Sotto le le 15mila tonnellate invece si colloca la frazione plastica: un segnale incoraggiante a testimonianza del fatto che le varie campagne per la riduzione dell’ultilizzo di questo materiale altamente inquinante forse iniziano a funzionare.

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Un paio curiosità: nel 2013, la boutique Nespresso di via Roma, a Torino, ha raccolto oltre 21 tonnellate di capsule da caffè.

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Le capsule, interamente composte in alluminio, sono state avviate al riciclo grazie alla collaborazione del Consorzio Imballaggi Alluminio.

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Sempre nel 2013, Amiat ha raccolto circa 1.000 paia di occhiali da vista e da sole, e con essi ha in piccola parte contribuito alla lotta contro la cecità. Una particolare mezione infine per l’Ecocentro di Via Arbe al cui interno è presente un laboratorio artigianale per il recupero ed il ricondizionamento di piccoli e grandi oggetti ormai inutilizzati, successivamente venduti nel mercatino interno: dalle bicilette, agli elementi di arredo, dai giocattoli d’epoca ai vestiti. Una buona idea low cost per il Natale che si avvicina.

Edoardo Ghiglieno

 

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