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Artissima XXI: ancora un successo

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Torino Artissima XXI: ancora un successo

Domenica 9 novembre 2014, ultimo giorno della ventunesima edizione della kermesse più attesa e sospirata dagli addicted dell’arte contemporanea: Artissima.

Si tirano le somme: la manifestazione ha raccolto, come accade da qualche anno a questa parte, un grande successo sia di pubblico che di vendite, e continua a macinare record su record: più di50 mila visitatori (+ 10%), un aumento tra il 30 ed il 40% delle vendite.

Davvero stupefacente, niente da obiettare: i numeri sono inoppugnabili e pesano come macigni sulle considerazioni finali.

La fiera torinese, nel giro di vent’anni, da piccola manifestazione per addetti ai lavori ( alla prima edizione, nel ‘lontano’ 1994, c’era così poca gente che si poteva giocare a palla nei corridoi, afferma Alberto Peola, gallerista veterano della fiera, in un’intervista) è riuscita ad imporsi all’intero sistema come tappa imprescindibile del Gran Tour dell’arte contemporanea.

Con buona pace degli scettici.

Torino Artissima XXI: ancora un successo

Un successo nato non per casualità o per grazia ricevuta, ma ‘sudato’ e merito di un’ottima gestione delle risorse economiche ed umane.

Nel corso degli anni, da semplice contenitore di stand in cui i galleristi presentavano le loro scoperte, Artissima è andata strutturandosi con nuove sezioni che si sono consolidate col passare delle edizioni e ad oggi sono elementi fondamentali ed imprescindibili dell’offerta culturale della fiera: dalla Main Section alle New Entries, da Present Future a Back to the Future.

I direttori che si sono succeduti alla guida della manifestazione hanno saputo trasmettere ad essa le proprie conoscenze e la propria personalità, sino ad arrivare all’attuale ‘regista’, Sarah Cosulich Canarutto, che anche quest’anno ha introdotto interessanti novità.

Artissima XXI: ancora un successo

 

Due le principali: prosegue il progetto One Torino, cui va il merito di coinvolgere le istituzioni culturali cittadine, con la mostra Shit and Die (il titolo è già tutto un programma) curata a Palazzo Cavour da un certo artista ‘in pensione’, tale Cattelan, il cui nome è sinonimo di sicura visibilità internazionale e di curiosità alle stelle, mentre, all’interno della fiera, c’è spazio per un’espressione artistica, quella della performance, che ultimamente sta tornando di gran moda.

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La novità di questa edizione è, infatti, Per4m, sezione dedicata alla performance che ha visto alternarsi, durante i quattro giorni della kermesse, 16 artisti rappresentati da altrettante gallerie, scelti dalla direttrice in collaborazione con Simone Menegoi, Tobi Maier e Natalia Sielewicz.

L’ottima trovata sta, oltre che nell’aver dato spazio, ‘regolamentandola’, alla pratica della performance, nell’aver offerto la possibilità al pubblico di acquistare le performance stesse, definendo così per la prima volta, come rivela la stessa direttrice, canoni precisi e precise quotazioni di mercato per una forma di espressione così evanescente.

Artissima XXI: ancora un successo
Artissima XXI: ancora un successo

La chiusura spetta alle note negative.

Rimane infatti qualche pecca, dettata però dalle, se così si possono definire, comprensibili esigenze di mercato: avevo già scritto l’anno scorso di dejà-vu e riprenderei lo stesso concetto quest’anno se non avessi il timore di ripetermi. Il problema, tuttavia, rimane: una scarsa propensione dei galleristi ad osare, magari a remare non dico controcorrente, ma seguendo una traiettoria leggermente differente rispetto a quella imposta, ormai da qualche anno, dal mercato e dalla moda.

Poche eccezioni, quasi tutte però di artisti che già conosco ed apprezzo, ed un plauso alle due gallerie elleniche presenti: in particolare la galleria Bernier/Eliades, che presenta uno stand dall’allestimento minimale e curato con le opere del francese Lionel Estève, delicato ed elegante.

Forse, in tal senso, la neonata Flashback, alla seconda edizione, potrebbe insegnare qualcosa.

Emanuele Bussolino

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