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Toro: vergogna finnica

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Toro: vergogna finnica Helsiky 2 torino 1Europa League 2014 2015
Toro: vergogna finnica Helsiky 2 torino 1Europa League 2014 2015

Se Helsinki avesse il sole, sarebbe una piccola Castel di Sangro.

Già, perché la prima débâcle in Europa League fa proprio pensare ad alcune delle pagine più oscure della storia granata, dove avversari molto meno quotati fanno a fettine l’inspiegabile presunzione granata. Castel di Sangro, si è detto, ma anche Gubbio, per restare in ambito venturiano.

E il bello è che, col Bruges dilagante a Copenaghen, sarebbe bastato un pareggio contro il modestissimo Hjk Helsinki per poter definire la qualificazione come cosa fatta.

Neanche quello. Le crepe e i sinistri scricchiolii avvertiti fin dall’estate e intensificatisi nelle ultime uscite in campionato, al di là del risultato, sono diventate voragini.

Squadra incapace di alzare il ritmo, priva di grinta e di geometrie che esulino dal retropassaggio o dal gioco in orizzontale, numero di conclusioni risibile.

A centrocampo continua a mancare la qualità con Benassi che continua a stupire, nel senso che ci si meraviglia che continui a essere schierato senza graffiare mai, con Sanchez Mino che ormai viene atteso più del primo bacio da parte degli adolescenti, con El Kaddouri per il quale trovare una prestazione incisiva, significa risalire allo scorso anno.

Personalmente, in estate avevo sovrastimato il pacchetto centrale, ma, dati alla mano, senza gli inserimenti del caro vecchio Farnerud rischia di essere poca cosa. Sull’attacco il timore che, calando Quagliarella, non si sarebbe più segnato nemmeno con le mani, diventa realtà e non si ha neanche più voglia di ripetere all’infinito la questione Cerci-Immobile, sostituti, o presunti tali, inclusi.

In altre parole, al di là di speranze, voglia di vederci del buono a prescindere, frecciate polemiche evitabili e altro che ha caratterizzato l’avvio della stagione dal punto di vista tecnico e dialettico, si può dire tranquillamente, ma tristemente, che il re è nudo.

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Il re è nudo nel momento peggiore e non solo perché a Helsinki, come ben sanno i 424 coraggiosi che hanno portato la Maratona in nord Europa (ripagati malissimo), si gela.

E’ il momento peggiore perché, dal punto di vista umorale, la sconfitta finisce col portare la fuliggine del campionato anche nel respiro, fin qui, pulito dell’Europa League e, soprattutto, perché complica incredibilmente un passaggio del turno quasi fatto, rendendo decisive le prossime due gare e impedendo un serio razionamento delle energie fra le due competizioni. Si spera che ci si accorga della nudità del re anche ai piani alti, nonostante avrebbe dovuto esser noto da tempo, per far arrivare in fretta e bene ciò che serve a gennaio.

Le scuse di Ventura e di Quagliarella, atto clamorosamente dovuto, ma non scontato, saranno nulle se, in campo, non si vedrà qualcosa di diverso dal punto di vista della manovra e, soprattutto, del temperamento e della voglia. Serve il carattere per arrivare a gennaio qualificati in EL e con una situazione di classifica tranquilla, serve il carattere per sopperire alle lacune tecniche, serve il carattere per non buttar via quello che si sta costruendo, seppur a singhiozzo.

Questo carattere si veda dalla mission impossible Roma in poi: ragazzi, come diceva Pianelli, mangiate l’erba e anche un pezzo di porta. Solo questa fame atavica può aiutare in questo momento.

 

Francesco Bugnone

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