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Crisi, la prostituzione diminuisce ma aumenta la tratta

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Continuano a essere dati allarmanti quelli legati alla prostituzione. Anche in Piemonte, anche a Torino.

Africa centrale, Medio Oriente ma anche Europa dell’Est: queste le principali provenienze delle ragazze di strada. I dati arrivano da una delle associazioni più attive su questo tema, Amici di Lazzaro.

“Amicizia, preghiera e servizio”, sono questi i tre cardini della nostra associazione”, spiegano dall’associazione. “Sull’amicizia e la preghiera si basano sia le serate di incontro e ascolto dei senzacasa nelle stazioni e nel centro di Torino, sia le attività di strada con cui incontriamo le ragazze nigeriane, vittime di tratta e sfruttamento, dando loro la possibilità di fuggire da chi le ricatta e sfrutta oppure offrendo percorsi di formazione e accoglienza per chi è vittima della disperazione”

Quasi 400 le ragazze contattate in due anni dal gruppo torinese, solo 100 svolgono il “lavoro” in modo più o meno autonomo, pur affrontando, secondo quanto confessato qualche giorno fa a La Stampa, un calo di lavoro di circa il 60%.

La crisi c’è anche qui, dunque.

L’associazione, come è immaginabile che sia, è un perfetto osservatorio sul mondo delle ragazze di strada ma anche, e soprattutto, sul fenomeno della prostituzione in sè, con tutti i problemi che comporta, legati a criminalità e spesso (appunto, quasi il 75% dei casi) tratta di esseri umani.

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Alcune testimonianze molto interessanti possono essere lette sul sito dell’associazione.

Come quella di Elena, romena: «Sono arrivata in Italia a 16 anni, mi hanno chiuso in una stanza per due mesi, violentata ripetutamente. Poi mi hanno mandato sulla strada, controllata a vista». Racconta di aver subito ogni tipo di violenza: «Una volta un cliente mi ha anche spogliato e lasciato nuda sulla strada».

L’associazione riporta anche i dati del Global Report dell’ONU sulla Tratta di persone, secondo cui il 67% di tutte le vittime di tratta è rappresentato da donne, mentre la tratta a fini di sfruttamento sessuale costituisce il 58% del totale. Il 68% di chi commette reati connessi alla tratta, invece, è maschio.

Quale la soluzione per un fenomeno così radicato e così crescente (Amici di Lazzaro racconta come a fronte di un calo del numero totale aumentano i casi di sfruttamento)?

Semplice, e complesso al tempo stesso: sanzionare i clienti.

 

A.B.

 



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