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Cavalerizza quale futuro?

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Torino Cavalerizza quale futuro?
Torino Cavalerizza quale futuro?

I cavalli. Il Re. Lo Juvarra. Il centro di Torino. L’ esercito regio. La cultura. Il teatro. Il fuoco. Il futuro.

Sono tutti elementi che ad una prima occhiata non hanno nulla a che fare l’ uno con l’ altro, che sembrano non avere nessun punto di contatto tra loro, ma, il primo acchito è spesso segno di un’ errata lettura dei fatti.

La cavallerizza Reale di Torino: è questa la chiave di volta che tiene uniti tutti questi elementi.

1670-1830, siamo in una città viva, in cui i vari Re stanno dando un nuovo volto alla città, e la Cavallerizza fa parte di questi grandi progetti, nel pieno centro della capitale savoiarda che è sempre più punto di arrivo per i nobili di tutta Europa che qui trovano riservatezza e istruzione.

Fu così che in questo luogo trovò sede l’ accademia militare , un capolavoro di architettura, con edifici intriganti e un reticolo di vie che creano all’ interno dell’ aerea uno straordinario ed unico effetto.

Poi l’ unità d’ Italia, e il trasferimento della corte reale, trasformarono il piccolo borgo, che divenne sede di uffici statali, di polizia e tribunali militari.

La proprietà rimane dell’ esercito fino al 2001 quando ritorna in mano a Palazzo di Città, che decide di investire e aprire in questo splendido angolo un polo culturale all’ interno di quello che fu il polo reale, un polo nel polo.

Una parte della compagnia del Teatro Stabile mette qui le proprie radici, e il progetto restituisce gli investimenti tramite grande successo di pubblico.

Torino Cavalerizza quale futuro?
Torino Cavalerizza quale futuro?

Ma la grande crisi miete molte vittime e anche questo luogo ( che fa parte del patrimonio dell’ umanità dell’ Unescu ), viene colpito dalla spending review.

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Il Comune taglia fondi e mette in vendita questa perla della nostra città incaricando nel 2009 la società “Citta di Torino Srl” di occuparsi della ricollocazione per una cifra intorno ai 12 milioni di euro.

Cifra che, se analizziamo il valore storico, e assolutamente irrisoria, ma anche volendo omettere questo fattore, stiamo parlando di un luogo in pieno centro! A due

passi dalla stazione ferroviaria, dietro il Teatro Regio, a 200 metri in linea d’aria dagli studi Rai, nello stesso isolato del distretto di polizia.

Come se non bastasse nell’ estate 2014, per niente calda sotto l’ aspetto delle temperature, un incendio, probabilmente doloso, brucia la parte del distretto confinante con via Rossini.

Torino Cavalerizza quale futuro?

Ma il futuro della cavallerizza potrebbe essere un po’ meno in bilico , il direttore del Teatro Stabile non vorrebbe lasciare l’ edificio, e un’ assemblea di cittadini (Assemblea Cavallerizza 14e45, dalla data segnata dall’ orologio interno ) è stata convocata nel mese di marzo all’ interno di Palazzo Nuovo in cui si è discusso del futuro e dei modi di salvare questo luogo e il risultato è stato un tavolo di proposte diverse, ma con un solo obiettivo comune: non far sorgere hotel, ristoranti o musei costosi, ma continuare a far vivere il borgo “dal basso”, con l’ interazione dei cittadini, tramite quella cultura che da questi muri trasuda, pronta per essere trapassata ancora.

Per ribadire le loro idee i nostri concittadini, nel mese di maggio, sono accorsi nel piccolo borgo effettuando un’ occupazione pacifica e colorata, con la costituzione tra le mani, e la voglia di far prevalere le loro proposte, cercando di far tornare il Comune sui propri passi, ed è questo che noi tutti ci auguriamo, per evitare che questo luogo diventi l’ ennesimo centro della speculazione.

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A tutt’ oggi si organizzano feste ed incontri ( l’ ultima risale alla notte di halloween ) che vengono gestiti in modo autonomo dai cittadini che non vogliono che il borgo muoia, sopraffatto dall’ odore dei soldi.

 

Alessandro Rigitano

 

 

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