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La cucina di “corte” Piemontese

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La cucina di
La cucina di "corte" Piemontese

La cucina nobile e di corte ha il merito di aver introdotto innovazioni, delineato caratteristiche e aver influenzato la cucina piemontese.

Innanzitutto, come per la cucina popolare e borghese piemontese, vi è un grande influsso della cucina francese. Infatti, i menu della Real Casa fino alla fine dell’Ottocento erano redatti in francese . Al loro interno troviamo diverse vivande di origine francese, come la béchamel, i soufflé, i pâté e i consommé.

Bisogna però sottolineare che, nonostante la cucina di corte fosse dominata da fasti e influenzata dalla cucina francese, mantenne un carattere piemontese che derivava dalle cucine popolari e borghesi.

 

Figura emblematica del radicamento alle tradizioni culinarie del proprio territorio è il Re Vittorio Emanuele II, che, dato il suo carattere semplice e rude, non sopportava i banchetti di corte ma amava specialità gastronomiche come la polenta, i formaggi piemontesi, la selvaggina e i salumi delle Langhe.

La cucina di "corte" Piemontese
La cucina di “corte” Piemontese

Uno dei nostri prodotti dolciari, simbolo del Piemonte, ovvero il cioccolato, è stato introdotto dai Savoia. Per l’appunto, si narra che nel 1500 circa, con il matrimonio tra Carlo Emanuele I di Savoia e Caterina di Spagna, il cioccolato, come bevanda raffinata ed esclusiva, si diffuse nei salotti nobili europei.

A fine Seicento venne liberizzata la vendita del cioccolato e da allora nacquero i primi fabbricanti di cioccolato.

Con la Rivoluzione Industriale nacquero le prime fabbriche di cioccolato e conquistò il primo posto in Italia nella produzione di cioccolato.

Oggi il Piemonte, conta diverse industrie dolciarie e piccole realtà artigiane specializzate nella produzione di cioccolato.

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