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E dopo Leonardo, Michelangelo?

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Per adesso si tratta di un sogno, o poco più. Ma c’è di fatto la possibilità di portare a Torino un alto Big dell’arte, dando seguito alla ormai acclarata vocazione della nostra città a polo culturale nazionale.

A lasciarsi scappare qualcosa in tal senso è il direttore della Biblioteca reale, Giovanni Saccani, «Stiamo lavorando a una grande mostra su Michelangelo sempre in programma per il 2015: siamo in trattativa avanzata sia con Casa Buonarroti, sia con il Teylers Museum di Harlem e siamo già certi di riuscire a esporre diversi capolavori.

Poi c’è un sogno, quello di riunire a Torino i due indici della creazione di Adamo che prima di finire sull’affresco della Cappella Sistina sono stati due disegni».

Un’evento che, in verità, avrebbe dell’incredibile, e che seguirebbe il successo della Madonna col Bambino di qualche anno fa.

E che renderebbe la vita piuttosto semplice ai pubblicitari e agli operatori della comunicazione: vuoi mettere tappezzare la città con uno dei particolari più celebri dell’intera storia dell’Arte?

Un particolare che ha fatto letteralmente restare con il naso all’insù centinaia di milioni di appassionati, nel corso degli anni. Si tratta della metafora della scintilla vitale che passa dal Creatore alla creatura, un delicato disegno di straordinaria bellezza che riflette potenza divina.

E il bello è che le due dita, a ben vedere, non si toccano. A sottolineare, forse, l’irraggiungibilità della perfezione di Dio.

Anche se non nella versione originale, questo mistero delle due dita che non si sfiorano, potrebbe svelarsi il prossimo anno sotto gli occhi di migliaia di torinesi, pronti (c’è da scommetterci) a interminabili ore di coda.

 

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A. bes.

 

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