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Volete dare da mangiare ai piccioni? Ecco le regole

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I più diffusi, i più amati. Anzi, i più odiati. Ma certamente i più presenti. Sono i piccioni, che anche se Torino non è Venezia e piazza Castello non è piazza San Marco affollano la nostra città. Tanto che, per dare loro da mangiare, sono state diramate alcune regole, molto stringenti.

Per esempio, si potrà somministrare cibo a una distanza non inferiore a 250 metri da ospedali, strutture di ricovero, ambulatori medici, asili nido, scuole per l’infanzia e elementari ed aree giochi.

Lo ha deliberato il Consiglio comunale, apportando modifiche al Regolamento “Tutela animali” che ha ricevuto 20 voti favorevoli, 9 contrari e un’astensione.

Il provvedimento recepisce le indicazioni del Dipartimento Integrato della Prevenzione dell’Asl To che aveva evidenziato la presenza diffusa sul territorio cittadino del Campylobacter, batterio veicolato dai colombi, possibile causa di alcune patologie per l’uomo.

Sono 17 le zone della città nelle quali si potrà occasionalmente dar cibo ai piccioni che dovrà essere esclusivamente costituito da granaglie, così da non richiamare un numero eccessivo di animali: parco della Pellerina, parco Colonnetti, lungo Stura Lazio (da pomte Amedeo VIII a ponte Diga), parco della Confluenza tra Po e Stura di Lanzo, parco Colletta (lungo Dora Colletta – via Carcano), parco del Meisino, parco Piemonte (c.so Unione Sovietica), parco Sangone (strada Castello di Mirafiori), parco di S. Vito, parco Europa, parco della Maddalena, parco della Rimembranza, parco delle Repubbliche partigiane piemontesi, parco di Superga, parco della Panoramica, sponde Stura di Lanzo (tra strada Basse di Stura e strada dell’Arrivore).

 

 

E non finisce qui: chi alimenta gli animali, ha l’obbligo di effettuare la pulizia del luogo di somministrazione per evitare l’insorgenza di inconvenienti igienico sanitario.

Ci sono anche news che, se potessero, i piccioni stessi applaudirebbero: è vietato l’utilizzo di installazioni cruente (tipo aghi metallici) e tutte le manutenzioni degli edifici dovranno prevedere la sostituzione dei dissuasori non conformi.

Redazione M24

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