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Autostrade, il salasso del Piemonte

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In Germania le Autobahnen sono un vero e proprio mito per gli automobilisti: sono gratis e non hanno limiti di velocità, almeno in linea teorica. Anche in Olanda spostarsi in autostrada è gratuito, mentre in Austria costa circa 80 euro all’anno; in Svizzera poi, il famoso “bollino” si porta via con 40 franchi, poco più di 30 euro.

In Italia la situazione è completamente diversa: le nostre autostrade, spesso poco sicure, costellate di cantieri e con costi di costruzione e gestione molto alti, si pagano al chilometro. E si pagano care. Molto care.
La classifica delle 5 autostrade più costose vede Liguria e Piemonte spartirsi un primato assai triste. La A10 Genova-Ventimiglia, con circa 12 centesimi di euro al chilometro (ed un totale di 17,70 euro se la si percorre tutta) occupa la quinta piazza, seguita a ruota dalla tortuosa e fatiscente A15 Parma-La Spezia che, tra mille viadotti e gallerie, vi costerà 13 centesimi al km, per 13,40 euro totali.
Il podio è tutto piemontese o quasi: in terza posizione c’è la A33 Asti-Cuneo, ad oggi in parte aperta al traffico, in parte in costruzione ed in parte ancora solo in progetto. Per percorrere i circa 65 chilometri di questa opera ancora in alto mare bisogna sborsare poco più di 9 euro, vale a dire circa 0,14 euro al km.
La piazza d’onore è occupata dalla A32 Torino-Bardonecchia che, contrariamente alla maggior parte delle autostrade italiane, non è dotata di caselli per ciascuna delle sue 13 uscite: ci sono soltanto due sbarramenti, uno in prossimità di Avigliana (€ 4,70) e uno di Salbertrand (€ 6,40). Se a questi importi si aggiunge il pedaggio della tangenziale si arriva a superare i 12 euro: ciascuno dei 73 chilometri che separano il capoluogo piemontese dal traforo del Fréjus costa dunque ben € 0,17.
Se poi dovete proseguire per la Francia preparatevi a sborsare altri 43 euro per attraversare il tunnel.
In cima alla graduatoria, infine, troviamo la A5 Torino – Aosta, inaugurata nel 1961 e completata nel 1970. La tratta è lunga 140 chilometri e costa, se percorsa nella sua interezza, 23,50 euro, per una media di 22 centesimi di euro al chilometro: un vero e proprio salasso.
In questo caso, così come per la A32, gli elevati costi di manutenzione dovuti alle avverse condizioni climatiche, incidono molto sul costo finale. Tutto sommato quindi, se si vuole andare verso le Alpi e non si ha fretta di arrivare, le vecchie strade statali restano una valida alternativa per risparmiare un po’.
Edoardo Ghiglieno


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