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Torino e le piene, un Po di memoria storica

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Il Po, fiume più lungo d’Italia, percorre un tragitto di circa 650 km raccogliendo 24 affluenti e incontrando diversi centri abitati lungo il proprio percorso.

Con il passare degli anni il fiume Po ha dato qualche grattacapo ai residenti delle sue rive e non sono mancati anche i momenti di paura a Torino.

Senza stare a citare quelle che sono state le esondazioni risalenti a prima del XIX secolo (se non proprio la primissima di cui vi sia memoria storica nel 204 a.C.), ricordiamo nell’ottobre 1839 la rottura degli argini presso Bonizzo che causò un’alluvione notevole in tutta la zona del mirandolano, distruggendo interi centri abitati.

Entrando nel XX secolo, oltre a qualche episodio di piena senza esondazioni nei primi due decenni, nel novembre 1951 il Po fece bella mostra di sé con la peggiore alluvione del secolo, causando notevoli disagi anche nella nostra città e provocando un bilancio complessivo di 89 vittime.

Un altro momento che Torino ricorda senz’altro, è l’ottobre del 2000 quando l’esondazione del Po portò letteralmente l’acqua ai piedi di quasi tutti i condomini della città, paralizzando attività e trasporti per un paio di giorni.

Il Po insomma, un po’ per le sue dimensioni e un po’ per il suo passato, merita un occhio di riguardo anche a Torino, dove i locali più disparati si beano della sua presenza. Inutile ricordare gli svariati episodi che hanno visto l’allagamento dei Murazzi negli ultimi anni nel periodo autunnale e invernale, nonché la facilità con cui sale il livello del nostro fiume preferito.

Il Po sarà dunque sempre una ricchezza per Torino, pur con le dovute precauzioni che la storia ci ha insegnato a prendere.

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Francesca Palumbo

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