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Disabili e tifo calcistico: l’esempio di Torino

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Accedere allo stadio. Un’ovvietà per molti, una chimera per i disabili.

Tutti gli stadi italiani non brillano (usiamo un eufemismo) in quando ad accessibilità, anche se a Torino, a dire il vero, la situazione non è forse così drammatica.

Per esempio l’Olimpico (Fonte: Redattore Sociale) è dotato di 104 posti per disabili (64 stalli per carrozzine e 40 posti per disabili deambulanti).

Tali posti sono situati nei Distinti Granata primo anello e sono totalmente accessibili grazie a rampe e scivoli. L’ accesso è gratuito sia per la persona disabile che per l’ accompagnatore. La domanda però supera sempre l’offerta per cui ci si trova costantemente in overbooking.

Sponda Juve: allo Stadium l’accredito avviene preventivamente attraverso il sito della società, per cui tutte le persone accreditate sono già in possesso di titolo di accesso nominativo (anche per l’eventuale accompagnatore).

L’accreditato può andare direttamente al varco dedicato delle Tribune Nord e Sud.  Al momento dell’ingresso, si esibisce il titolo di accesso e poi si viene assistiti da personale dell’Ass. Maniamiche Onlus, che a Torino da anni effettua il servizio per quasi tutti gli eventi cittadini per l’accoglienza e l’assistenza dei disabili.

I posti riservati a disabili non deambulanti sono complessivamente 210. Tra questi ci sono 26 posti dedicati nel settore riservato ai tifosi ospiti. Oltre alle postazioni per non deambulanti, la Juventus riserva inoltre 65 posti per i disabili deambulanti.

E i disabili, dal canto loro, non possono che organizzarsi. Sponda bianconera: il gruppo si chiama Zebre Rotanti, nato nel 2007.

Organizzatissimo è invece il club disabili granata, dal nome evocativo di Tori Seduti, forse il più grande d’Italia.

Fondato nel 2003 da Giovanni Patriarca, economista e padre di famiglia con una seconda laurea in dirittura d’arrivo, il gruppo conta circa 90 tesserati e altrettanti simpatizzanti: nel giro di qualche anno, la loro organizzazione si è dimostrata così efficiente che il TorinoFc ha delegato loro la gestione degli accrediti per diversamente abili.

“Per farlo – spiega a Redattore Sociale Patriarca – abbiamo dovuto costituirci formalmente come una Onlus, con tanto di statuto e rogito notarile. Al momento gestiamo circa 200 posti, tra disabili motori, sensoriali ed eventuali accompagnatori. Riusciamo a farlo agevolmente, perché l’Olimpico non presenta grossi problemi per le persone con disabilità”.

E’ il classico piccolo passo, la goccia nel mare.

Ma è un bell’esempio di come il calcio si possa vivere in modo sano, in qualunque condizione fisica ci si trovi.

 

Redazione Mole24 (Fonte: Redattore Sociale – foto dalla pagina Fb del gruppo)

 

 

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