Home Cronaca di Torino Provincia addio. Da oggi Torino è “Città metropolitana”

Provincia addio. Da oggi Torino è “Città metropolitana”

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Se ne parla da tempo, e questo è il primo passo per una abolizione vera delle province italiane, da tempo messe sul banco degli imputati da parte di chiunque si scagli, spesso a ragione, contro gli sprechi della politica.

A Torino e in altre 9 città (Roma Capitale che avrà un ordinamento a sé, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, cui si aggiungerà Reggio Calabria ora commissariata) ieri si è votato per eleggere le cariche del nuovo ente territoriale, che vuole prendere spunto dalle grandi macroaree europee, Londra e Barcellona per dirne due.

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Intanto: perchè di questa tornata elettorale nessuno era a conoscenza? Semplice: votavano solo i politici.

Nel dettaglio, hanno avuto diritto al voto circa 3820 tra Sindaci e Consiglieri comunali in carica, i quali, con voto ponderato e preferenza ponderata, hanno eletto i 18 componenti del Consiglio Metropolitano, in rappresentanza dei 315 Comuni che daranno vita al nuovo Ente di area vasta.

E’ questo l’unico organo eletti ieri dei tre che compongono il nuovo ente, poichè l’altro, quello del Sindaco Metropolitano, è ricoperto da Piero Fassino e il terzo è la conferenza di tutti i sindaci della ormai ex provincia.

Con il dato di affluenza del 73,88 per cento si sono concluse alle 20 le operazioni di voto per l’elezione dei 18 componenti del Consiglio metropolitano di Torino. Affluenza che aveva registrato le percentuali del 37,99 alle ore 12 e del 51,05 alle 16. I dati definitivi sono attesi a ore.

Ma adesso? In che cosa avrà competenza la città metropolitana di Torino?

La legge quattro funzioni essenziali: viabilità, edilizia scolastica, pianificazione del territorio e sviluppo socio-economico.

Per quanto riguarda viabilità ed edilizia poco cambia, dato che se ne occupava la Provincia. Interessanti sono le altre due funzioni, che per esempio vanno a toccare la gestione dei rifiuti ma anche lo sviluppo urbanistico, che quindi non sarà (non sarebbe) più a esclusiva competenza dei comuni. Di rilievo anche un compito economico, che quindi riguarda sviluppo e investimenti, di cui si occuperà la città Metropolitana

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Da chiarire alcuni altri nodi, come ambiente e trasporti.

Prossimi step: il Consiglio, una volta eletto, entro fine anno ha l’obiettivo di redigere lo statuto. Dopodichè si comincerà davvero a capire se ci siano differenze o meno rispetto alla vecchia Provincia. In termini di operatività, certo, ma anche di costi, veri.

Andrea Besenzoni

 

 

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