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F.E.R.T. Storie di ordini e di donne Savoia

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F.E.R.T. Storie di ordini, e di donne Savoia
F.E.R.T. Storie di ordini, e di donne Savoia
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Scrivendo di fatti (e aneddoti) storici, spesso viene il dubbio di essere perennemente avvolti nel mistero.

Ogni cosa su cui posiamo gli occhi racchiude misteri, dai più “popolari” ai meno conosciuti, ma più critici.

Persino i fatti che pensiamo di conoscere meglio sono spesso oscuri, per lo meno nelle fasi salienti.

Basti pensare al famoso telegramma (falso) che avrebbe fatto scattare la guerra franco-prussiana, o alle origini di diversi sovrani (tra cui Vittorio Emanuele II).

F.E.R.T. Storie di ordini, e di donne Savoia

Ebbene, vogliamo qui riportare uno di questi misteri, ma con un’ipotesi interpretativa per lo meno originale: forse non corretta, ma sicuramente interessante.

L’oggetto d’interesse oggi è il motto FERT (o F.E.R.T. come alcuni riportano e come la maggioranza delle interpretazioni vorrebbe), riportato sul più alto ordine d’Italia (seppur non riconosciuto dallo Stato Italiano), ovvero l’Ordine della SS. Annunziata.

Il motto è conosciuto come “motto dei Savoia”, e mai ne è stata data interpretazione autentica, lasciando nel mistero il significato della scritta.

Riportare qui tutte le ipotesi sarebbe inutile, poiché la Rete offre molte pagine dettagliate con tutte le varianti riconosciute.

Ci limitiamo invece a riportare una di queste, che ci colpisce perché ricorda per certi versi la creazione leggendaria di un altro Ordine eccellente: quello della Giarrettiera.

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Secondo alcuni, difatti, FERT sarebbe la terza persona del verbo latino fero, che significa “portare”, ma anche “sopportare”.

Se la versione più “religiosa” vorrebbe tale verbo riferito al fatto di portare la croce, un’altra versione vorrebbe che invece il verbo fosse riferito alla dama di cui il cavaliere si invaghiva, o alla quale comunque dedicava le proprie gesta.

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Ebbene, tale ipotesi, come detto, ricorda parecchio la nascita del motto dell’Ordine della Giarrettiera, che recita “honi soit qui mal y pense”, ovvero “vituperato sia ci pensa male”.

Leggenda difatti vuole che Edoardo III, fondatore dell’ordine, durante un ballo, si chinasse a raccogliere la giarrettiera caduta ad un’ospite.

Ai commenti e allo stupore che seguirono l’offerta fatta dal Re per aiutare l’ospite a rimettere l’indumento, Edoardo rispose con la citata frase, che, lungi dall’essere una battuta di spirito, stava ad indicare l’assoluto valore cavalleresco del gesto, e come tale venne riportato sugli stemmi e sui nastri dell’ordine.

La similitudine pare molto chiara, e sarebbe avvalorata anche dalla struttura dei collari dei due ordini, che riporterebbero simboli di “devozione” propri del rapporto dama-cavaliere.

Valori, come detto, di cavalleria pura, da ricordare sempre in Ordini di così alto rango.
V.

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