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Il Toro ritrova il sorriso a Cagliari

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Il Toro ritrova il sorriso a Cagliari serie a Tim 2014/2015
Il Toro ritrova il sorriso a Cagliari serie a Tim 2014/2015

La drammatica serata contro il Verona era finita con te che masticavi amaro e invocavi un coniglio dal cilindro di Ventura. A Cagliari GPV ti regala uno schema nuovo di zecca e, potenzialmente, niente male: una sorta di 3-4-2-1 con Darmian e l’esordiente Bruno Peres discretamente alti e le mezzali Sanchez Mino ed El Kaddouri a supportare Quagliarella in avanti.

Poi quando c’è Gazzi sei sempre contento. Lo sei un pochino meno quando Padelli, per non farsi mancare nulla in un periodo già complicato, regala un assist d’oro a Cossu che ci mette un po’ a rendersene conto, ma alla fine segna. Lasci perdere qualsiasi discorso su presunte pressioni provocate dall’ombra di Gillet, perché, come disse il Paron Rocco a Cudicini dopo un errore proprio contro il Toro, “dopo na monada così, no xe gnanca el caso de parlar”.

Ti rincuora il fatto che nei primi minuti ci si è mossi bene, ti rincuora il fatto che il novantesimo è lontano, ti rincuora il fatto che Ventura abbia spesso fatto vinto contro Zeman. Ma, soprattutto, ti rincuora quello che fa Kamil Glik al 21’.

Il Toro ritrova il sorriso a Cagliari serie a Tim 2014/2015

Ogni tanto il Toro non “buca” le ricorrenze: Camillo, alla centesima col Toro, si regala, e regala ai tifosi, il primo gol dell’anno con un’incornata perfetta. I muscoli del Capitano riportano in carreggiata i granata e, cosa più unica che rara, finalmente si vede un angolo sfruttato bene con Sanchez Mino che pennella come Dio comanda, senza passaggini o centri bassi e molli, preda dei difensori e dei guantoni dei portieri. Inizia un’altra partita e, si spera, un altro campionato.

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Un campionato in cui funzionano anche gli schemi su punizione, quelli che vengono bene solo negli allenamenti o che ti sembra riescano solo agli altri. Battuta di Gazzi, tacco di El Kaddouri e Quagliarella che, solo davanti a Cragno, non può esimersi dal trovare la prima gioia in granata. 2-1, Toro in vantaggio, sapore antico, sapore nuovo.

Il tempo si chiude in maniera incoraggiante col Cagliari in difficoltà, nessun fischio nemico di un non proprio casalingo Irrati, Darmian e il convincente Bruno Peres a sferragliare sulle fasce e Sanchez Mino che, servito dal brasiliano, si fa negare dal portiere il colpo del ko. Colpo del ko che il Toro cerca anche a inizio ripresa, con un’azione personale da urlo di Bruno Peres (tiro a incrociare fuori di uno sputo) e una traversa di El Kaddouri che prova l’ebbrezza di tirare forte e speri che gli sia piaciuta così tanto da fargli ritentare soluzioni simili in futuro.

Che la serata sia positiva lo si capisce quando Daniele Conti, killer implacabile negli ultimi due match in Sardegna, sbaglia un colpo di testa non impossibile.

Il Toro ritrova il sorriso a Cagliari serie a Tim 2014/2015
Il Toro ritrova il sorriso a Cagliari serie a Tim 2014/2015

Qualche paura per il fatto di non chiuderla ti attanaglia e gli attacchi confusi dei sardi, lontani anni luce da Zemanlandia, qualche batticuore te lo creano. Nel finale, però, tutti a far legna, anche chi subentra come Amauri, che difende palla con qualche movenza alla Margheritoni e sfiora il 3-1 su assist del solito, immenso Bruno Peres. Oppure Ruben Perez che accarezza palloni in maniera intelligente e per poco non beffa Cragno con un pallonetto che avrebbe fatto venire giù il settore ospiti e il tuo divano. Poi Irrati fischia la fine e puoi sorridere davvero.

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La vittoria catapulta, complice una classifica ultrasupercorta, il Toro dall’ultimo poso a un centroclassifica in discreta compagnia: toh, c’è anche il Napoli, per esempio. Che si era all’inizio, certo, ma chiudere la graduatoria non è mai bello. Ovvio, bisogna mantenere un certo equilibrio, anche se hai voglia di uscire e andare a comprare un poster a grandezza naturale di Bruno Peres e appenderlo in camera, scrivendoci sotto “futuro Pallone d’Oro”.

Però questo schema può far male, se le fasce sono ben presidiate, se i trequartisti si muovono bene e sono più continui (Sanchez Mino continua a non essere esplosivo come potrebbe e dovrebbe, pur rimanendo sempre ben al di sopra della sufficienza), se in cabina di regia Vives, ancora una volta non brillantissimo, seppur in crescita, ritrova lo smalto o Ruben Perez sale in cattedra, si può avere una solidità confortante. Quella solidità che dietro è garantita da un Maksi in ripresa, anche se ha

rischiato il penalty su Sau, dal già citato Glik e da un Moretti che ha reso la norma prestazioni sontuose. Domenica arriva una Fiorentina dal buon gioco, ma dall’attacco spuntato: non sarà facile, ma si può fare, anche perché è ora di ricominciare a urlare per un gol anche in mezzo alla Maratona e a ciò che gravita

 

Francesco Bugnone

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