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E se la tangenziale passasse sotto il Po?

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E se la tangenziale passasse sotto il Po?
E se la tangenziale passasse sotto il Po?

Magari il titolo si spinge un po’ in là con l’immaginazione: è difficile, per ora, pensare che Torino, come per esempio Milano, abbia una tangenziale est, oltre che le esistenti Nord-Sud-Ovest.

Non solo perchè a est c’è il Po, ma anche per la “ingombrante” presenza della collina.

Intanto, però, un tunnel sotto il grande fiume non è più irreale. Pochi giorni fa il ministero delle Finanze ha autorizzato l’Anas ad acquistare le quote Sitaf di proprietà della Provincia e del Comune di Torino.

E se la tangenziale passasse sotto il Po?

Un lotto da circa 28 milioni di euro, secondo stime che devono essere aggiornate.

Che significa tutto ciò?

Potrebbe essere il primo step del futuro accorpamento tra Sitaf e Ativa, dando vita a una società che potrebbe realizzare alcune opere di forte impatto strategico, come il completamento del nodo idraulico di Ivrea a corso Marche e, soprattutto, il tunnel sotto il Po.

Il tunnel sotto il Fiume?

Si, e c’è anche un progetto: l’idea è di partire da corso Maroncelli, per correre sotto la città, tagliarla di netto, e congiungersi alle autostrade. Insomma, una tangenziale forse no, ma qualcosa di molto simile.

E se la tangenziale passasse sotto il Po?

Secondo quanto riporta “La Stampa,”, a giorni i vertici degli enti locali dovrebbero discuterne con i soci privati, in particolare il gruppo Gavio e Mattioda che hanno partecipazioni nelle due società autostradali che realisticamente si fonderanno.

Una mano decisiva dovrebbe arrivare dall’articolo 5 dello «sblocca- Italia» che «al fine di assicurare gli investimenti necessari per gli interventi di potenziamento delle autostrade e tariffe più favorevoli per gli utenti», concede ai concessionari la possibilità di presentare entro la fine dell’anno «modifiche del rapporto di concessione anche attraverso l’unificazione di tratte interconnesse contigue o complementari al fine di una gestione unitaria».

Cioè, per capirci, proprio quello che stanno per fare SItaf e Ativa.

 

Redazione M24

 

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