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Murazzi Beach: tiriamo le somme della spiaggia urbana di Torino

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Murazzi beach: tiriamo le somme della spiaggia urbana di Torino

Da oggi la spiaggia ai Murazzi non c’è più. L’attività dell’Aics Turin Plage si è conclusa ufficialmente domenica e ora è arrivato il momento di smantellare la struttura creata sulle rive del fiume Po.

Messa la parola fine a questa esperienza estiva, che fin dall’inizio doveva essere temporanea, è venuto il momento dei bilanci.

«Se parliamo degli obiettivi iniziali e sociali il progetto ha avuto sicuramente i risultati sperati – commenta Ezio Dema, vicepresidente nazionale di Aics e tra i responsabili della Turin Plage – la nostra idea era proporre un progetto che segnasse una differenza rispetto al passato dei Murazzi e ci siamo riusciti pur ideando tutto in quindici giorni». Chi si aspettava il ritorno dei Murazzi della movida è rimasto deluso, ma le rive del Po hanno dimostrato di poter rinascere con un aspetto diverso.

«Volevamo che i Murazzi fossero accessibili anche di giorno, e che attirassero pubblici diversi, come in effetti è successo. Tra i nostri ospiti c’erano famiglie, giovani, stranieri e anche turisti che hanno scoperto la nostra spiaggia visitando Piazza Vittorio.L’opinione del pubblico è stata sempre positiva e la spiaggia ha creato anche un indotto, facendo aumentare il traffico dei traghetti Gtt.».

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La proposta dell’Aics Turin Plage ha funzionato perché abbinava la spiaggia alle attività ricreative, tra cui spettacoli dedicati alla poetessa Alda Merini, così come le “Serate al Cotton Club”(dedicate alla musica jazz) e le feste vintage, come il party “Be bop a lula night”. Le attività sportive si sono protratte fino alle ore notturne, con i campi da beach volley e beach soccer utilizzabili fino alle due di notte.

«L’apprezzamento dei cittadini è stato enorme, anche se il clima non ha aiutato. Ma le critiche iniziali erano insensate, la spiaggia era stata preparata per resistere alla pioggia e non è mai stata aggiunta sabbia».

Murazzi beach: tiriamo le somme della spiaggia urbana di Torino

Altre critiche avevano riguardato la sicurezza, ma le attività della Turin Plage hanno avuto l’effetto opposto: attirato torinesi di tutte le età e costretto, per esempio, i piccoli spacciatori a spostarsi altrove.

Dopo tre mesi di Turin Plage, però, sono necessarie anche considerazioni di tipo economico. «Abbiamo potuto vedere con i nostri occhi quanto la città sia attraversata dalla crisi economica – spiega Dema – La spiaggia era dotata di un bar a prezzi popolari, che doveva aiutarci a rientrare nei costi. Le famiglie, però, spendevano poco; a parte le poche furberie, era chiaro che molti facevamo fatica anche a comprare una bibita. È un aspetto su cui la città e l’amministrazione devono interrogarsi».  

Murazzi beach: tiriamo le somme della spiaggia urbana di Torino

L’ Aics Turin Plage quest’estate è andata avanti, ma per pensare al bis servirà un intervento economico da parte del Comune, altrimenti per Aics ripetersi sarà faticoso.

«Non è detto che il progetto possa riprendere. La gestione di quest’estate è stata molto costosa, anche solo per quanto riguarda le spese di allestimento e sorveglianza. Non ci è stata concessa nessuna arcata, se non quella in cui erano stati installati i bagni, e abbiamo noleggiato i magazzini. Tra poco arriverà il bando per l’assegnazione delle arcate. Spetterà poi al Comune capire che attività ci saranno e vedere se il progetto della Turin Plage potrà essere riproposto. Resta il fatto che in questi mesi i Murazzi saranno di nuovo abbandonati».

Murazzi beach: tiriamo le somme della spiaggia urbana di Torino

Il bando per i Murazzi dovrebbe chiudersi a metà del mese di ottobre, ma la Sala Rossa non ha ancora trovato un accordo.

Per l’assessore al Commercio Mangone ci vorrebbe un gestore unico delle dieci arcate di proprietà comunale, ma Ilda Curti, assessore all’Arredo e alla Rigenerazione Urbana, non è dello stesso avviso. Mentre il Comune si mette d’accordo, i camion portano via la sabbia e i Murazzi resteranno inutilizzati per un altro lungo inverno.

 

a cura di Giulia Ongaro

(Foto https://www.facebook.com/aics.torino )

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