Home Territorio Alla scoperta dei canali di Torino

Alla scoperta dei canali di Torino

9189
SHARE
Mentre Torino riscopre i canali, butta un occhio ai Navigli
Mentre Torino riscopre i canali, butta un occhio ai Navigli

Alla scoperta dei canali di Torino

Anche se Torino punta sul turismo, la sua impronta industriale non è scomparsa e la si può trovare ancora tutt’ora nei numerosi corsi d’acqua che, usati una volta per alimentare le fabbriche, giacciono in diversi punti della città.

La maggior parte dei canali istituiti dal 1700 in poi, ad oggi non sono altro che dislivelli nel terreno, strade calpestabili o piccoli canali in secca.

Un esempio sono i canali del martinetto, del Michelotti e quello dei Molassi, usati rispettivamente: in zona San Donato per alimentare gli opifici; sulla riva destra del Po che oggi ne si può intravedere giusto la paratia sulla sinistra da Lungo Po Luigi Cadorna, piazza Vittorio Veneto per farla breve; in zona Borgo Dora lungo le vie del Fortino e Borgo Dora per alimentare i mulini e i battitoi.

Mentre Torino riscopre i canali, butta un occhio ai Navigli

Differente è il caso del canale Ceronda che, derivato dall’omonimo torrente e costruito per promuovere lo sviluppo a seguito della perdita da parte di Torino della funzione di capitale, ha di volta in volta cambiato ruolo passando da forza idraulica nel 1870 a possibilità di produzione elettrica nel 1931, fino a divenire utile per il raffreddamento dei macchinari nello stabilimento Fiat ex Grandi Motori e per la pubblica utilità, ovvero fognatura, servizio antincendi e pulizia neve.

Grazie al Ceronda si potrebbe aprire inoltre una parentesi che ha visto giusto poco tempo fa l’unione del Comune di Torino con la Smat per la possibilità di usufruire dei vecchi canali d’acqua per la produzione di energia elettrica.

Il Ceronda ad esempio possiede ad oggi 23 “salti”, 8 sul ramo sinistro e 15 sul destro poco identificabili ad occhio nudo.

Mentre Torino riscopre i canali, butta un occhio ai Navigli

Proprio questi salti sono essenziali per la produzione di energia tramite delle turbine idrauliche verticali.

In tutta Torino ci sono esattamente 6 canali su 15 utilizzabili a tale scopo.

A seguito di numerosi calcoli il Comune ha definito un ricavo di 15-20 milioni di kWh, ovvero l’energia elettrica necessaria per 15000 case, con un investimento di 10 milioni circa. 

 

Damiano Grilli

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here