Home Cronaca di Torino Museo Egizio di Torino: la storia si rinnova

Museo Egizio di Torino: la storia si rinnova

117
SHARE
Museo Egizio di Torino: la storia si rinnova
Tempo di lettura: 2 minuti

Museo Egizio di Torino: le origini di un’eccellenza tutta torinese

«La strada per Menfi e Tebe passa da Torino»: questo affermò nel 1824 il famoso studioso di geroglifici Champollion e dal prossimo anno la nostra città riconfermerà ulteriormente la sua importanza per la diffusione della conoscenza della cultura dell’Antico Egitto: nel 2015 infatti si concluderà l’ambizioso progetto di trasformazione e riqualificazione del Museo Egizio, che fa parte della storia cittadina da 190 anni con una collezione seconda solamente a quella che si può visitare al Cairo.

Fondato nel 1824, quando Carlo Felice di Savoia acquistò le opere egizie raccolte da Bernardino Drovetti, piemontese parte delle campagne di Napoleone poi nominato console di Francia in Egitto.

Questa carica gli permise di stringere buoni rapporti con il vicerè dell’epoca, Mohamed Ali, che gli consentì di portare in Europa tutte le antichità egiziane raccolte, circa 5268 tra mummie, sarcofagi, statue, papiri e oggetti di vita quotidiana.

La collezione venne ulteriormente ampliata nel secolo successivo grazie ai reperti raccolti dalla Missione Archeologica Italiana tra il 1900 e il 1935 e grazie alla donazione all’Italia da parte del governo egiziano del tempietto di Ellesija nel 1970, come riconoscimento per il supporto fornito durante la campagna di salvataggio dei monumenti minacciati dalla costruzione della diga di Assuan.

Correlato:  A Natale aperti solo due musei: aperture straordinarie il 24 e il 26

Museo Egizio di Torino: la storia si rinnova

La collezione oggi comprende circa 6500 oggetti, ma la maggioranza delle delle ricchezze del museo non è esposta: ben 26000 reperti sono infatti custoditi nei magazzini, alcuni perchè necessitano di essere conservati in condizioni particolari, altri perchè vengono utilizzati per ricerche scientifiche. Il progetto di riqualificazione, ideato da Isolarchitetti, viene portato avanti permettendo la continua affluenza di turisti grazie a fondi nazionali ed europei.

I progetti futuri del Museo Egizio di Torino

Il “nuovo” Museo Egizio sarà basato sul concetto di risalita del Nilo, permettendo ai visitatori di accedere ad un percorso di visita completamente ripensato: un sistema di scale mobili strutturato per simulare l’ambientazione nilotica collega l’ipogeo al secondo piano, portando i visitatori a seguire un percorso che si snoda dall’alto verso il basso, proprio come quello di un fiume.

Il nuovo allestimento ha permesso di introdurre nel percorso di visita sale attualmente non visitabili, ampliando così lo spazio espositivo.

Molta attenzione è stata inoltre dedicata all’applicazione di nuove soluzioni di risparmio energetico: l’utilizzo di pompe di calore di ultima generazione, per esempio, consentirà di immettere nell’atmosfera 200 tonnellate di anidride carbonica in meno e di risparmiare circa 80000 euro l’anno.

Museo Egizio di Torino: la storia si rinnova

Un’altra innovazione è la maggiore accessibilità alla collezione garantita dalle nuove tecnologie: al rinnovamento strutturale del museo infatti si affianca il progetto “GoogleGlass4Lis”, dedicato alle persone affette da sordità.

Correlato:  Bici elettrica: ecologia e un po' di fatica in meno...

Ai visitatori verranno forniti dei Google Glass grazie ai quali sarà possibile essere guidati nel percorso di visita con la LIS (lingua italiana dei segni), iniziativa che intende migliorare l’esperienza museale delle persone sorde, rendendo loro accessibile una maggiore quantità di contenuti. Questo progetto parallelo è portato avanti Rokivo Inc. e Vidiemme Consulting insieme agli esperti del Progetto Atlas del Politecnico, che si sono occupati di implementare i complessi algoritmi che hanno consentito la traduzione dall’italiano alla LIS.

Questa iniziativa è un esempio di come le nuove tecnologie potranno rendere sempre più godibile il patrimonio culturale italiano anche alle persone con disabilità, facendo sì che i nostri musei si adattino alle esigenze dei visitatori fornendo un’esperienza diversa ad ognuno.

(Seguici su Facebook!)



Commenti

SHARE