Home Innovazione E se le cabine telefoniche non servissero a telefonare?

E se le cabine telefoniche non servissero a telefonare?

307
SHARE
Torino E se le cabine telefoniche non servissero a telefonare?
Torino E se le cabine telefoniche non servissero a telefonare?

C’è stato un tempo in cui era impossibile essere reperibili 24 ore al giorno. Sembra difficile da ricordare, ma si usciva di casa per andare a cena con gli amici e non si ricevevano le telefonate dei ritardari. Oppure non si ricevevano le chiamate minatorie dei genitori che intimavano di tornare a casa ad un’ora decente. Chi ha un capo particolarmente esigente poteva andare in campagna per il fine settimana senza essere disturbato fino al lunedì mattina.

La perdita del lusso di staccare la spina dal tran tran della vita quotidiana a causa dell’avvento dei cellulari ci ha però permesso di avere delle sicurezze in più: i nonni possono tranquillamente chiamare i familiari in qualunque momento in caso di bisogno, i genitori stanno più tranquilli quando i ragazzi sono fuori casa, i datori di lavoro possono allegramente rintracciarci anche nel weekend.

Anzi, non essere reperibili è quasi strano, spesso è addirittura visto come un brutto segno: è impensabile che qualcuno spenga il cellulare solo per non essere raggiunto.

Torino E se le cabine telefoniche non servissero a telefonare?

Ma prima? Se si voleva fare una telefonata mentre si era fuori casa o si chiedeva il permesso di usare il telefono in qualche locale pubblico oppure c’erano loro, le cabine telefoniche.

Arrivate in Italia a Milano nel 1952 per la prima volta, sono state la salvezza degli italiani per decenni.

Mariti ritardatari, figli in panne, comunicazioni urgenti di ogni sorta venivano fatte grazie alle cabine, in anni in cui se si telefonava a qualcuno mentre non si era a casa di solito non era per fare due chiacchere.

Siamo passati dai gettoni alle monete, poi alle schede, ma avere una cabina in zona dava un senso di sicurezza.

Le stesse schede, poi, sono diventate col tempo oggetto da collezione, con edizioni limitate ispirate agli avvenimenti e ai personaggi del momento.

Oggi, con più di 97 milioni di sim attive, gli italiani evidentemente non hanno più bisogno delle cabine telefoniche.

Torino E se le cabine telefoniche non servissero a telefonare?

Già dal 2010 l’Agcom ha autorizzato la progressiva riduzione delle cabine telefoniche in Italia, a causa della loro caduta in disuso.

Non è detto però che questo processo sia irreversibile. Nel 2012 è stata annunciata a Torino l’installazione della prima cabina telefonica “smart”, alimentata da pannelli fotovoltaici e con accesso ad internet.

Doveva essere la prima di una serie di cabine di nuova generazione sparse in tutta Italia, ma purtroppo il progetto non ha avuto fortuna a causa del coinvolgimento di alcuni dirigenti dell’azienda partner di Telecom in questa iniziativa, la Ubiconnect, in diverse inchieste giudiziarie.

Forse però l’idea di dotare le cabine telefoniche di nuovi gadget tecnologici non necessariamente le riporterà in auge come mezzo di comunicazione, perciò se proprio sono destinate al declino, tanto vale cercare di tirarne fuori qualcosa di bello per le nostre città. I

n questa direzione si muovono alcuni progetti ideati in diverse città italiane e del mondo e magari un giorno potremmo vederli replicati anche a Torino.

Torino E se le cabine telefoniche non servissero a telefonare?

A Roma, per esempio, la designer Silvia Minenti ha pensato di trasformare le cabine su cui è già stato affisso l’avviso di rimozione in delle mini serre, in modo da aggiungere un po’ di verde alle strade urbane. L’iniziativa, prossimamente, potrebbe espandersi anche ad altre città.

Dopo l’esperienza di New York, inoltre, anche a Roma sono arrivate le “bibliocabine”, cioè cabine telefoniche recuperate come angoli per il book sharing, così da avvicinare un maggior numero di persone al piacere della lettura.

Le possibilità adottate nel mondo sono davvero innumerevoli: cabine che diventano negozi di cartoline, stazioni per il pronto intervento o docce da spiaggia.

L’unica cosa che noi torinesi dobbiamo chiederci è: in cosa vogliamo vedere trasformate le nostre care vecchie cabine telefoniche?

Erika Guerra

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here