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Via Garibaldi: un mistero lungo 500 anni

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Percorrendo via Garibaldi, all’altezza di via Consolata, sicuramente vi sarà capitato di scorgere una lastra in granito cinta da 4 piantoni verdi con catene. Vi siete mai domandati di che si tratta?

Anche se di primo acchito potrebbe dar idea d’essere la lapide di qualche personaggio storico oramai passato a miglior vita, la lastra di pietra ricopre una parte della cinta muraria fatta edificare da Emanuele Filiberto di Savoia nel XVI secolo.

La costruzione del Re savoiardo nacque dall’idea di ampliare lo spazio vitale e quindi difensivo che non riguardasse prettamente le mura attorno alla cittadella ma anche tutto il sistema di fortificazioni già in atto; si parla quindi sia delle mura medioevali che di quelle d’epoca romana.

La scoperta dello storico ritrovamento durante gli scavi portò a mantenere intatto il loco aggiungendovi, a suo tempo, una lastra in vetro di modo da poter vedere quello che era Torino nei tempi che furono.

Per ovvi motivi, cui smog, pioggia e agenti atmosferici vari, il vetro si opacizzò rendendo impossibile la vista della cinta muraria al suo interno; divenne inoltre illeggibile la targa che il Comune di Torino si preoccupò di posizionare all’interno del cubicolo per soddisfare ogni curiosità da parte dei passanti.

Via Garibaldi: un mistero lungo 500 anni

Edifichiamo spiagge, issiamo mongolfiere e intanto progettiamo la linea 2 della metro.

Chissà, magari dai soldi risparmiati acquistando Linux, ci potrebbero uscire targa e vetro nuovi. No?

Damiano Grilli

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