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Piazza Vittorio Veneto: l’anima sonnambula e assonnata di Torino.

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Piazza Vittorio Veneto: l’anima sonnambula e assonnata di Torino.

Al secolo Piazza Vittorio Veneto, per i torinesi è semplicemente piazza Vittorio – o per i più pigri, piazza Vitto.

La più grande piazza porticata d’Europa – sempre per sottolineare quanto ai torinesi piaccia sentirsi orgogliosi dei primati della propria città – è anche, ormai da anni, uno dei punti nevralgici della movida torinese.

Nessun monumento degno di nota da segnalare ma è uno dei punti privilegiati da cui si può ammirare una splendida vista sulla verde collina torinese.

Estesa circa 39.960 mq, in origine tale spazio era la piazza d’armi di Torino – infatti la sua costruzione risale agli ampliamenti del XVIII secolo verso il fiume che rappresentava anche il confine ultimo della città, in piena espansione.

Nel periodo Napoleonico – ad inizio Ottocento – con l’abbattimento delle mura cittadine si è potuto ampliare oltre il fiume la città. Emblema di questo è la costruzione del ponte che collega la piazza con l’altra riva del Po.

Piazza Vittorio Veneto: l’anima sonnambula e assonnata di Torino.

Attualmente, grazie all’asse lineare di via Po – di certo non casuale – il ponte e la chiesa della Gran Madre come punto focale, fa si che questo angolo cittadino sia pieno di fascino per gli occhi dei turisti non abituati, in Italia, a simili scorci.

Ma in fondo Torino è piena di esempi come questo.

Non c’è niente da dire, la piazza ha un suo fascino particolare: sarà l’ampiezza, la brezza e il fresco che si possono godere d’estate – in un’estate normale – i molti locali con i loro dehor, le luci, i portici ma piazza Vittorio è un posto che piace.

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Piazza Vittorio Veneto: l’anima sonnambula e assonnata di Torino.

Ma non è sempre stato cosi. Merito delle pluri osannate Olimpiadi, dal 2006 il grande spazio a ridosso del grande fiume vive un rinnovato splendore: da parcheggio a grande spazio in gran parte pedonale, da luogo di spaccio a centro nevralgico della movida e del passeggio torinese.

E pensare che 60 anni fa, se aveste chiesto a un torinese di abitare in piazza Vittorio chiunque vi avrebbe guardato come se foste folli. Ora i prezzi di vendita e gli affitti sono inavvicinabili. Se prima i grandi appartamenti erano per lo più affittati alle numerose famiglie del sud Italia, immigrate a Torino dai loro paesi e trovavano posto nei fatiscenti palazzi dove ora troviamo studi di professionisti affermati, famose scuole private e le dimore di importanti famiglie torinesi.

Insomma è un must dei ricchi vivere in piazza Vitto. Ora.

Un po’ com’è un must l’aperitivo o un cocktail prima di scendere, forse una volta, ai Muri – che per i sempre pigri torinesi sono i Murazzi.

Piazza Vittorio Veneto: l’anima sonnambula e assonnata di Torino.

Dove una volta c’erano i locali, ora c’è una spiaggia.

Così direbbero i nostalgici di una piazza che ne ha viste di tutti i colori e di tutte le tendenze per tutte le tasche, ma che è sempre li. Altera e silenziosa.

Ebbene si perché un consiglio agli autoctoni e no, lo vogliamo dare: è un luogo che sa essere estremamente chiassoso ma anche estremamente silenzioso. Come poche piazze a Torino, di giorno, è poco frequentata pur essendo in pieno centro; quindi provate a fare una passeggiata mattutina o pomeridiana sotto i portici. Quei luoghi amati dai nottambuli di mezza città di giorno sembrano vivere in un perenne stato di dormiveglia, sonnacchiosi e che fanno fatica a ingranare.

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E’ come Torino: sonnacchiosa vecchia signora che fatica a lasciarsi alle spalle la sua carriera in fabbrica per cambiare vita e dedicarsi a qualcosa di più ludico, come per esempio il turismo.

Giulia Copersito

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