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Vademecum del cane urbano (e del suo padrone!)

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Torino Vadevecum del cane urbano (e del suo padrone)
Torino Vadevecum del cane urbano (e del suo padrone)

Tra i diversi Regolamenti del Comune di Torino vi è anche il numero 320, quello volto alla Tutela e al Benessere degli animali in città.

Qui affronteremo a grandi linee il regolamento per quanto concerne il TITOLO III che nei suoi 12 punti, dall’articolo 18 all’articolo 28, affronta le questioni più comuni sui cani in relazione all’ambiente cittadino.

Nel link seguente il regolamento completo (QUI).

Torino Vadevecum del cane urbano (e del suo padrone)

Definizione e necessità del cane (art. 18-19-20)

Il cane è ritenuto, fra molte specie, quello più sociale e con capacità intellettive superiori alla media. A quest’ultimo vengono riconosciute, oltre ai bisogni base quali acqua e cibo anche una “dose” di esercizio fisico quotidiano, commisurato in minimo 3 uscite quotidiane, ove potrà eseguire un’attività motoria utile al suo benessere.

Il regolamento concepisce la possibilità di tenere il cane legato alla catena con, però, alcune regole ferree da rispettare.

In primis la catena non può sussistere a meno che necessaria. In secondo luogo se necessario l’utilizzo della catena, deve essere concesso senza riserve un movimento tale all’animale che faccia raggiungere a quest’ultimo i luoghi ove sono predisposti i recipienti con l’acqua, il cibo e il riparo.

La catena dovrà possedere due moschettoni rotanti per evitare la normale costrizione del collo del cane dopo un uso prolungato. Inoltre, sempre la catena dovrà essere fissata ad un cavo aereo, posto ad una altezza di 2 metri, in modo che possa scorrere liberamente per una lunghezza di almeno 5 metri; in ogni caso si vieta l’utilizzo del collare a strozzo e si obbliga il proprietario del cane detenuto con catena a lasciarlo libero per almeno un’ora al giorno.

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Aree attrezzate e luoghi pubblici (art. 21-22-23-24)

I cani accompagnati dal proprietario possono accedere a qualsiasi area pubblica, secondo le modalità del gestore; eccezione fatta per le zone prettamente riservate all’infanzia e ad i luoghi di cura.

Nelle zone pubbliche sopra descritte l’amico a 4 zampe dovrà avere guinzaglio (lunghezza massima 2m) e museruola, se inserito nelle liste dei “cani pericolosi”. Fino ai 6 mesi non c’è obbligo di museruola per qualsiasi razza canina.

Per quanto riguarda le aree cani, il Comune fa in modo di distribuirle su tutto il territorio evitando scompensi e creando spazi per taglie di cani diverse; il tutto segnalato da appositi cartelloni. Nelle aree in questione il cane potrà essere libero di scorrazzare senza guinzaglio, né museruola, evitando però da parte dei padroni che gli stessi si danneggino fra di loro.

Sempre ai padroni sta inoltre la responsabilità di pulire le deiezioni solide prodotte, sia per quanto riguarda le aree attrezzate sia, ovviamente, per tutto il territorio comunale, essendo per di più in possesso sempre di sacchetti di plastica per tale operazione; in caso contrario si è a rischio di sanzione.

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Cani randagi e allevatori (art. 25-26-26b-27)

Chiunque trovi un randagio deve avvertire il canile più vicino; non è possibile tenere con se un randagio. Se il cane si è perso le spese della cattura e della gestione dell’animale per il breve periodo sono a carico del padrone.

Se un cane di proprietà non viene ripreso dal legittimo proprietario, diventa libero ed adottabile.

Per quelli catturati e sprovvisti di microchip o tatuaggio, l’adozione è subitanea e provvisoria per i primi 60 giorni, durante i quali il comune può controllare lo stato dell’animale, specialmente se di razza molossoide; la possibilità di adozione è negata a chi abbia avuto precedenti per maltrattamento di animali

Gli allevatori di cani, dalla loro dovranno rispettare, come tutti d’altronde, le regole per quanto riguarda la salute degli animali e il registro di vendita.

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I compratori dovranno invece tenere con sé il certificato di buona salute dei cani, già con segno di riconoscimento (microchip o tatuaggio), che i venditori rilasceranno loro, per almeno due anni; tempo in cui gli organi di vigilanza potranno effettuare i loro controlli.

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Documentazione legale (art. 28)

Chiunque possieda un cane deve sempre portare con se documento legale che comprovi l’iscrizione all’anagrafe canina tramite microchip o tatuaggio.

Suddetti documenti, se richiesti dalle forze dell’ordine, dagli ispettori dell’ASL o dai diversi soggetti incaricati, dovranno essere esibiti senza indugi.

Chi non mostrerà i documenti necessari, avrà 5 giorni di tempo per portare all’organo in questione il tutto, in caso contrario, ovvero alla scadenza dei 5 giorni, la persona riceverà una seconda multa; un’altra dopo quella che verrà assegnata se colto in mancanza di documenti.

 

Damiano Grilli

 

 

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