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Pil, anche il Piemonte arretra, ma ancora meglio di Ungheria e Bangladesh.

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Pil, anche il Piemonte arretra
Pil, anche il Piemonte arretra
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Sembra incredibile eppure nel 2013 il Piemonte ha registrato un Prodotto Interno Lordo (PIL) di quasi 125 miliardi di euro, collocandosi al 58mo posto della graduatoria mondiale, dietro Vietnam e Romania e davanti ad Ungheria e Bangladesh.

L’Italia è al nono posto dietro a Russia e Brasile e davanti a Canada e India: a breve si prevede una sua uscita dalla Top Ten.

Il PIL piemontese rappresenta poco meno dell’8% di quello nazionale: trent’anni fa superava il 10% ed era inferiore soltanto a quello della Lombardia, mentre oggi è il quinto dopo quello del Lazio, dell’Emilia Romagna e del Veneto.

Pil, anche il Piemonte arretra

La sua riduzione del 1,8% rispetto al 2012 riflette l’andamento negativo dell‘Italia nel suo complesso, che ha registrato a fine 2013 una diminuzione del 1,9%.

Dal punto di vista settoriale, il 70,6% del valore aggiunto regionale proviene dai Servizi, mentre l’Industria e le Costruzioni contribuiscono con una quota del 27,7%. Irrisorio l’apporto dell’agricoltura, con un misero 1,7%.

Altri segnali negativi giungono dal numero delle imprese, che registrano una diminuzione di circa 2.400 unità su un totale di 450mila: un calo dello 0,54% a fronte di un incremento a livello nazionale dello 0,24%.

Questa riduzione riguarda per lo più le piccole imprese, meno strutturate e più esposte alle difficoltà generate dalla perdurante crisi recessiva degli ultimi anni.

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Brutte notizie anche per quanto riguarda il mondo del lavoro: il tasso di disoccupazione è passato dal 9,2% del 2012 al 10,6 del 2013.

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In Piemonte ci sono 213mila persone senza lavoro ed è il peggior risultato tra le regioni del Nord, soprattutto se si considera la sola disoccupazione giovanile, che ha ormai raggiunto proporzioni allarmanti: oggi non lavora il 40,2% dei ragazzi di età compresa tra i 15 e 24 anni.

Notizie incoraggianti invece provengono dal commercio con l’estero: le esportazioni hanno hanno raggiunto i 41 miliardi di euro, con un incremento del 3,8%, mentre la media nazionale è negativa e si attesta su un -0,1%.

Il Piemonte è a tutti gli effetti la quarta regione esportatrice del paese, con una prevalenza del settore dei mezzi di trasporto (23%) e della meccanica (20%). Francia, Germania, Svizzera, Stati Uniti, Regno Unito e Spagna sono i paesi con cui il Piemonte registra il maggior volume di affari.

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Il Turismo infine è il vero e proprio fiore all’occhiello della nostra regione, dato che risulta essere quella con il più alto tasso di crescita delle presenze di turisti nell’ultimo decennio (+46% tra il 2001 e il 2013).

Un risultato che risente ancora dell’effetto dei Giochi Olimpici Invernali del 2006 e che ha portato ad un notevole incremento della presenza annuale di turisti, passata in poco tempo dagli 8 ai 12 milioni.

Di questi circa 7 provengono dall’Italia e 5 dall’estero, con un prevalenza di tedeschi (oltre un milione), francesi (600mila), olandesi (500mila) e svizzeri (430mila).

 

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Edoardo Ghiglieno



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