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Sacra Sindone, per molti secoli ospite di Torino

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Sacra Sindone, per molti secoli ospite di Torino

Meta obbligata per i cattolici praticanti e reperto storico di notevole importanza, la Sacra Sindone da molto tempo è parte integrante del patrimonio culturale torinese.

Le prime apparizioni della Sindone a Torino risalgono al lontano 1562 quando la casata dei Savoia, trasferitasi nella capitale piemontese da Chambéry, la portò in pianta stabile a Torino grazie all’intercessione del Duca Emanuele Filiberto.

Un secolo dopo, nel 1664, venne costruita appositamente la Cappella della Sacra Sindone (dove tutt’ora risiede), ad opera dell’architetto Guarino Guarini.

Dopo pochi e sporadici viaggi in altre parti d’Italia a causa di diversi conflitti tra cui la Seconda guerra mondiale, la Sacra Sindone ha potuto prendere definitivamente residenza a Torino, dove da molti decenni viene periodicamente esposta al pubblico.

Sacra Sindone, per molti secoli ospite di Torino

Il percorso espositivo del Santo Lenzuolo ha dunque radici molto lontane nel tempo. Ecco una panoramica delle sue ostensioni:

* nel 1578 la Sindone venne esposta per la prima volta nel mese di settembre per la visita dell’Arcivescovo Carlo Borromeo;

* dal 25 maggio al 2 giugno 1898 avvenne la seconda ostensione al pubblico, dove l’avvocato torinese Secondo Pia scattò la prima foto al famoso Lenzuolo;

* nel 1931 numerosi fedeli poterono ammirare la Sindone al Duomo grazie allo sposalizio tra Umberto di Savoia e la principessa Maria José;

* due anni dopo fu esposta dal 24 settembre al 15 ottobre per la celebrazione dell’Anno santo Straordinario in occasione del diciannovesimo centenario dalla morte e risurrezione di Gesù Cristo;

* l’esposizione successiva si ebbe tra il 16 e il 18 giugno 1969 a Palazzo Reale, nominata dal Cardinale Michele Pellegrino per analizzare ulteriormente le condizioni del telo. In quell’occasione furono scattate le prime foto a colori del reperto;

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* il 23 novembre 1973, sempre a Palazzo Reale, la Sindone fu esposta davanti alle telecamere e per la prima volta raggiunse un più vasto pubblico attraverso lo strumento televisivo. All’evento partecipò anche Papa Paolo VI;

* dal 26 agosto all’8 ottobre 1978 la Sindone fu nuovamente esposta al pubblico direttamente attirando a sé milioni di visitatori da tutto il mondo;

* vent’anni dopo, dal 18 aprile al 14 giugno, la Sindone vide la sua prima ostensione nella cosiddetta “era di internet”, strumento che permise una più vasta diffusione di immagini e scritti sul Sacro Lenzuolo e sulla visita dell’allora Papa Giovanni Paolo II;

* nel 2000, in occasione del Giubileo, l’ostensione durò ben 72 giorni (la più lunga della storia) con più di un milione di prenotazioni registrate tra il web e la telefonia mobile e fissa;

* nella primavera del 2010 la Sindone fu esposta per 44 giorni, accompagnata dal motto “Passio Christi, passio homini”, coniato dal Vescovo Severino Poletto. In questa occasione più che mai il ruolo di internet e dei social network fu notevole per l’accoglienza dei pellegrini;

* ultima ostensione (televisiva) tenutasi è stata quella del 30 marzo 2013.

Sacra Sindone, per molti secoli ospite di Torino

Per il futuro è prevista la prossima apparizione della Sindone al pubblico nell’anno 2015 tra la metà di aprile e la fine di giugno.

Attraverso lo slogan “Venite all’ostensione”, il sindaco di Torino Fassino e le cariche ecclesiastiche preposte alla conservazione del Lenzuolo (come Monsignor Nosiglia), si sono fatti vedere attraverso video disponibili sul sito dedicato alla Sindone (www.sindone.org) allo scopo di invogliare i giovani a partecipare.

L’occasione del 2015 si propone come atto celebrativo per il bicentenario dalla nascita di San Giovanni Bosco e come un augurio all’attuale generazione per poter uscire dalla crisi degli ultimi anni.

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Le ostensioni della Sacra Sindone non sono dunque mai mancate a Torino e i mezzi telematici semplificano sempre di più la conoscenza di questo reperto importante per i fedeli ma anche per la nostra città sotto tutti i punti di vista.

 

Francesca Palumbo

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