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Torino e i cani: un duo fantastico (anche in hotel)!

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Torino e i cani: un duo fantastico (anche in hotel)!
Torino e i cani: un duo fantastico (anche in hotel)!

Su 299 strutture presenti, (dati Trivago) in tutta Torino, alla spunta della voce “animali ammessi”, rimangono in gioco ben 106 alberghi, 1 su 3 circa.

Il risultato è più che soddisfacente, preso in considerazione che Roma si piazza con un 1 albergo su 5 e Milano con 1 su 4.

Si può quindi asserire che il Regolamento numero 320 per il benessere e la tutela degli animali si sia ben integrato nel sistema e che anche i commercianti abbiano accolto bene la novità; intuibile dalle affermazioni di diversi negozianti, partendo dai ristoranti e finendo ai nostri sopracitati alberghi.

“Qui si accettano anche gli alani”; “A volte i cani sono clienti migliori dei loro padroni”: ecco le risposte, di cui sopra, che lasciano in parte stupiti e in parte fieri di vivere nella città sotto la Mole.

Purtroppo la storia però cambia appena usciti dal capoluogo piemontese.

Si prenda in considerazione il Comune di Grugliasco dove l’amministrazione ha dovuto invitare i commercianti a porre almeno una scodella con dell’acqua fuori dai locali.

Torino e i cani: un duo fantastico (anche in hotel)!

Ma ritorniamo a Torino e al “320”, dove grazie a quest’ultimo, la città diventata più a misura di animale. Un esempio è dato dal non poter più privare l’ingresso ai pelosi nei locali pubblici, a meno di motivazioni a carattere igienico-sanitarie; mutazione naturale per una città dove una famiglia su quattro possiede un animale domestico.

In proposito, per evitare che una vacanza con cane a seguito diventi un flop, Davide Pellegrino, amministratore delegato della Held Eventi SNC, ha pensato una guida contenente tutte le attività dove i nostri amici a 4 zampe sono ben accetti.

Il suo nome è Orientamico fino ad ora colleziona giusto una 30ina di negozi. Inoltre, sempre sullo stesso filone, Pellegrino ha posto le basi per un altro progetto:“Shopping a 4 zampe”; una rete di strutture commerciali che punti direttamente ai possessori di animali come potenziali clienti.

Anche se a noi piemontesi queste iniziative paiono la normalità, Francesca Mandarini, avvocato civilista collaboratore della Lav, afferma: “All’estero avere un occhio di riguardo verso gli animali è considerata una marcia in più e per il turismo sarebbe davvero un ottimo biglietto da visita, ma i torinesi sembrano non farci nemmeno caso”.

Insomma, sembra che, in quel di Torino, si badi più alla sostanza che all’apparenza!

 

 

D.G.

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