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Cavallerizza, quale futuro?

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Cavallerizza, quale futuro?
Cavallerizza, quale futuro?
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Ancora una volta un fine settimana ha cancellato anni di progetti, studi, iniziative. 

L’incendio alla Cavallerizza Reale, che secondo le indagini è quasi certamente doloso, chiude un periodo travagliato di un pezzo di storia di Torino. 

Gli edifici che componevano il complesso nel centro di Torino, infatti, facevano parte di un grandioso progetto di riorganizzazione urbanistica ideato da Carlo Emanuele II di Savoia.

Cavallerizza, quale futuro?

Nel 1668, si decise di dotare Torino di un istituto di prestigio, l’Accademia Militare, grado di formare alti ufficiali, attingendo dalle giovani leve della nobiltà piemontese e non solo.

Da qui il nome, Cavallerizza. 

La storia recente di questo luogo, diventato uno dei centri della cultura torinese, è travagliata: verso la fine del secolo scorso il Comune di Torino ha acquisito dal Demanio l’intera area da restaurare, e Maneggio Reale, Manica Lunga, Manica Corta, Salone delle Guardie sono stati affidati al Teatro Stabile di Torino.

Poi, però, il complesso storico, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dal 1997, èstato messo in vendita dal Comune di Torino nel 2013 dopo un processo di cartolarizzazione iniziato nel 2009.

Cavallerizza, quale futuro?

Una decisione che, come ci si può immaginare, da un lato ha fermato la crescita culturale del luogo, dall’altro ha scatenato le proteste di chi voleva che la struttura restasse pubblica

. Un gruppo di cittadini, raggruppatisi in un’entità chiamata Assemblea Cavallerizza 14.45, si sono riappropriati dell’area, riaprendola alla cittadinanza con eventi musicali e di spettacolo, spesso gratuiti.

Uno di questi, un concerto jazz, è stato l’ultimo: poche ore dopo l’area stava bruciando.

Intimidazione? Qualcosa di più? La Digos indaga, anche perchè la natura dolosa è praticamente certa. Qualcuno sospetta di una mossa per permettere a potenziali acquirenti di acquistare l’area a prezzo stracciato. Le ipotesi si susseguono. 

Ma intanto ci si domanda che fine farà la Cavallerizza, e con che mecenati.

Fassino è stato chiaro: “La finalità della Cavallerizza non può che essere culturale”. E sorge anche un’altra ipotesi: oltre alla destinazione teatrale del Maneggio reale e della Rotonda, e agli spazi culturali al pianterreno, la costruzione di residenze universitarie nei piani alti.

Tutto bene, ottime idee: ma non sarà il Comune a metterle in atto, ma un privato, dato che la messa in vendita è tuttora in piedi. Ed è questo l’aspetto che fa preoccupare i cittadini.

 

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A.Bes.

 



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