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Mole Antonelliana: da tempio israelitico a simbolo di Torino

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Mole Antonelliana: da tempio israelitico a simbolo di Torino
Mole Antonelliana: da tempio israelitico a simbolo di Torino

La Mole Antonelliana è il simbolo di Torino in tutto il mondo. Ma in origine doveva essere un tempio israelitico di Torino.

La comunità ebraica e la Mole Antonelliana

Quando nel 1848 il re Carlo Alberto promulgò la prima costituzione sul suolo italiano, lo Statuto Albertino, concesse anche la libertà di culto per tutte le religioni non cattoliche presenti sul suolo del Regno di Sardegna.  E la comunità ebraica di Torino colse questa opportunità regia per progettare una struttura.

Alta circa 47 metri di altezza che avrebbe dovuto fungere sia da sinagoga che da scuola ebraica nella Contrada del cannon d’oro (alias l’attuale via Montebello).

I lavori iniziarono nel 1863 sotto la guida di Alessandro Antonelli. 

Ma il progetto si rivelò però troppo ambizioso, tanto da spingere la comunità israelitica subalpina a rinunciare alla location una decina di anni dopo e a barattare il “tempio-mole” con il Comune di Torino per ottenere un altro spazio di edificazione tempi e costi più ragionevoli.

Il tempio israelitico fu così trasferito a San Salvario, in Piazzetta Primo Levi, 12, dove si trova tutt’ora.

Seguendo il progetto di Antonelli infatti, la Mole  Antonelliana stava diventando un prodotto troppo costoso e di difficile completamento per le esigenze della comunità ebraica.

Le difficoltà strutturali ed economiche, l’ingente altezza che l’architetto aveva in mente rispetto al progetto originale (113 metri, ben 66 in più rispetto all’idea di partenza), portarono sostanzialmente ad un nulla di fatto per la comunità israelitica.

L’opera che oggi conosciamo venne poi ultimata dal Comune che la destinò ad essere la sede del Museo del Risorgimento. Sede rimasta fino al 1929 anno in cui il museo si sarebbe trasferito a Palazzo Carignano.

I lavori, comprese le modifiche della guglia, terminarono effettivamente solo nei primi anni del ‘900. Proseguendo poi con ulteriori modifiche negli anni ’60 (con la costruzione del primo ascensore panoramico) . E solo nel 2000 la Mole divenne sede del Museo Nazionale del Cinema.

Alla fine dell’800 dunque, Torino aveva dato il via ad un progetto decisamente spirituale.

Nessuno avrebbe immaginato che dopo un secolo la Mole diventasse simbolo di Torino e del turismo piemontese.

Non è stata dunque la sede del tempio israelitico, ma può ancora essere considerata il tempio del cinema. E soprattutto della città vista dall’alto e di tutti i torinesi.

 

Francesca Palumbo

 

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