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Quando si partiva, per le vacanze, per Moncalieri

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Quando si partiva, per le vacanze, per Moncalieri e Rivoli
Quando si partiva, per le vacanze, per Moncalieri e Rivoli

Da oggi molti dovranno tornare ai propri impegni lavorativi dopo la pausa estiva, perciò perchè non rallegrare un po’ questo ritorno con un bell’articolo sulle vacanze?

Non con statistiche di quanti vanno al mare a settembre, di quanti non ci vanno o di chi sta via solo pochi giorni, le abbiamo già sentite tutta l’estate al telegiornale.

Sappiamo cosa facciamo o ci aspettiamo oggi da una vacanza, perciò sarebbe divertente ricordare cosa facevano i torinesi di 100-150 anni fa, quando i concetti di “vacanza” e “turismo” erano appena entrati nel sentire comune, anche se solo per una fascia di popolazione molto ristretta.

Erano infatti borghesia e nobiltà che allora avevano i mezzi (non solo fisici ma anche economici) per muoversi, in un periodo in cui viaggiare era ancora un’attività lunga, i cui costi riducevano notevolmente le mete disponibili (basti pensare che agli inizi del ‘900 una traversata transatlantica, che oggi in aereo è possibile fare in una decina di ore, in nave poteva richiedere più di 10 giorni).

Oggi conserviamo qualche abitudine dei nostri bisnonni: chi poteva permetterselo, infatti, trascorreva un periodo alle terme per risolvere qualche piccolo problema di salute ed è proprio nelle rinomate località termali, infatti, che sono sorti i Grand Hotel di lusso che fornivano servizi adeguati alle esigenze dei clienti più abbienti e perfino i primi stabilimenti balneari.

Verso la fine dell’Ottocento sono sorte anche le prime strutture balneari presso località marine, anche se pensate per un pubblico ristretto e benestante.

I viaggi lunghi erano riservati a pochi eletti, a meno che non si prendesse la decisione radicale di emigrare in un altro paese: dignitari, funzionari, diplomatici e grandi industriali avevano spesso il privilegio di recarsi in posti esotici e affascinanti, come il Nordafrica o l’Asia, pero portare avanti i loro affari.

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Quando si partiva, per le vacanze, per Moncalieri e Rivoli

E gli altri?

Come detto prima, viaggiare era costoso e le automobili al tempo erano un giocattolino di lusso per ricchi eccentrici, perciò, a meno che non si mettessero da parte i soldi per un biglietto del treno, non ci si poteva spostare molto dal luogo di origine.

I meno fortunati difficilmente si muovevano dalla loro città ed uscire dai confini del proprio paesino era un evento estremamente raro: pratiche importanti da sbrigare, una visita ad un parente, una cerimonia. Non si dimentichino poi le difficoltà di comunicazione: senza i telefoni, le uniche alternative restanti erano i telegrammi, le lettere o… le cartoline.

Proprio a fine Ottocento, infatti, sono state introdotte le prime cartoline illustrate, che permettevano di spedire ai propri cari un ricordo del posto in cui si era stati, poichè le fotografie non erano ancora disponibili per tutti, perchè richiedevano la presenza di un fotografo e per questo erano un lusso piuttosto costoso.

Chi ha la fortuna di avere un buon archivio di cimeli di famiglia, potrebbe trovarvi le cartoline di posti come Rivoli o Moncalieri, a distanze che noi oggi possiamo agevolmente percorrere in pochi minuti per andare in ufficio.

Pensate se ci volesse una giornata di viaggio per andare a Moncalieri: una piccola riflessione per quando domani ci lamenteremo per i minuti trascorsi nel traffico!

E. Guerra

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