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Brainer: la mente si allena col programma Made in Turin

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Brainer: la mente si allena col programma Made in Turin
Brainer: la mente si allena col programma Made in Turin
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La mente va allenata. Lo aveva scoperto al tempo Rita Levi Montalcini, nei suoi studi legati alla prevenzione del morbo di Alzheimer.

E una novità interessante arriva, ancora una volta, da Torino. Software di “Brain training”, “fisioterapia della mente”: come stimolare il cervello per permettergli di aumentare o rigenerare le proprie capacità cognitive.

Brainer: la mente si allena col programma Made in Turin

Tradotto: con il giusto allenamento il nostro cervello può espandersi e rigenerarsi esattamente come accade ai muscoli del corpo con lo sport: un concetto semplice, se si è giovani, più complesso all’aumentare dell’età.

Un aiuto può arrivare con una serie di programmi, strutturati alla stregua di veri e propri videogiochi, il cui fine è conservare le capacità cerebrali, prevenendone il decadimento.

Ancora una volta sugli scudi il Politecnico, in cui una start up guidata dal neurologo Giancarlo Bertoldi ha messo a punto Brainer, un software già utilizzato con successo su anziani e malati di Alzheimer, che a breve verrà sperimentato anche sui ragazzi affetti da disturbi dello spettro autistico.

Brainer: la mente si allena col programma Made in Turin

Merito di un’associazione, la A.Tom.I. Onlus, che lavora all’interno del plesso scolastico “Niccolò Tommaseo” e si propone di fare dell’istituto (che comprende una scuola elementare e una media) un centro d’eccellenza per quanto riguarda l’educazione e l’inclusione degli alunni con disabilità.

 “Nel cervello umano – spiegano gli artefici del progetto – nascono ogni giorno un milione di neuroni, che però muoiono altrettanto velocemente se non vengono attivati con dei collegamenti sinaptici. Patologie come l’Alzheimer  rendono questo processo più difficoltoso, ma è comunque possibile sollecitarlo con la stimolazione cognitiva: proprio per questo sono stati studiati gli esercizi contenuti nel programma”.

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Per ora Brainer è stato usato e testato prevalentemente su anziani al primo stadio di demenza senile, o colpiti da afasia, Parkinson o Alzheimer.

Da adesso partirà la sperimentazione sui più giovani.

 Info www.brainer.it

Redazione Mole24 (fonte: Redattore Sociale)



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