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Sla, da Torino arriva una scoperta fondamentale: la diagnosi precoce

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Sla, da Torino arriva una scoperta fondamentale: la diagnosi precoce
Sla, da Torino arriva una scoperta fondamentale: la diagnosi precoce

Sono giorni di secchiate, di divertimento a fin di bene, di polemiche, in verità, stucchevoli, fra chi accusa l’Italia di donare troppo poco (basta che si doni… o no?)

Emblematica la diatriba via web che ha colpito la torinesissima Luciana Littizzetto, “rea” di avere mostrato a tutti il suo pagamento per la lotta alla Sla, di 100 euro.

Apriti, cielo. “Tirchia” è l’appellativo che lucianona si è meritata per aver pagato, a dire del web (ma cos’è il web? un ente?), troppo poco.

A parte che, come molti fanno notare, la Littizzetto è impegnatissima sul sociale e, proprio come suggeriva il Papa qualche giorno fa, non lo dice a nessuno.

Ma comunque, più che tirchia, la si potrebbe definire onesta. Ha elargito 100 euro e lo ha detto. Evviva.

Sla, da Torino arriva una scoperta fondamentale: la diagnosi precoce

Ma a proposito di ricerca, arriva proprio da Torino una grande notizia: la possibilità di una diagnosi precoce della malattia.

La scoperta è il risultato di uno studio che ha coinvolto quasi 200 pazienti torinesi, e di una sinergia fra il dottor Marco Pagani (ricercatore dall’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR di Roma), il professor Adriano Chiò (direttore del Centro Esperto SLA dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino e della Scienza e Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli Studi di Torino) e la dottoressa Angelina Cistaro (ricercatrice del Centro PET IRMET di Torino).

Sla, da Torino arriva una scoperta fondamentale: la diagnosi precoce
Il dottor Adriano Chiò

Basta un esame di tomografia e un tracciamento specifico per diagnosticare in anticipo la Sla. E si sa, la velocità in questi casi è fondamentale.

Esulta, proprio sui social network ,Antonio Saitta, assessore regionale alla Sanità: “Meno docce e più risultati a Torino”, afferma.

E continua: “Lo studio italiano, realizzato con la collaborazione del Centro SLA delle Molinette di Torino, che dimostra la possibilità di diagnosticare precocemente la SLA attraverso un apposito esame (PET), costituisce un’importante notizia, che conferma la qualità della ricerca scientifica italiana e che apre nuove speranze per i malati e le loro famiglie.

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Sono orgoglioso che Torino e l’ospedale Molinette siano stati protagonisti nella realizzazione di questo risultato, anche se sicuramente riscuoterà minore attenzione mediatica di quanto non faccia una secchiata d’acqua ghiacciata.

Senza nulla togliere a tutto ciò che può contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica intorno ad una grave malattia come la SLA, mi pare doveroso richiamare l’attenzione sulla necessità di finanziare la ricerca e di mettere in campo aiuti concreti alle famiglie che assistono i malati.

Perché, purtroppo, sono proprio i malati, i familiari e i ricercatori a sperimentare sulla propria pelle le ‘docce fredde’ dei tagli ai finanziamenti.

Le campagne ‘virali’ durano meno del quarto d’ora di celebrità di Andy Warhol.

Le malattie e il dolore richiedono risposte concrete ed efficaci: ben vengano le secchiate d’acqua (se accompagnate da generosi bonifici a favore della ricerca), ma ben vengano soprattutto risultati concreti come quello dello studio delle Molinette”.

 

Andrea Besenzoni

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