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Licenze Windows addio: il Comune di Torino sarà Open Source

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Windows, addio: il Comune di Torino sarà Open Source
Windows, addio: il Comune di Torino sarà Open Source

Sarà un motivo economico, sarà la voglia di essere una città smart.

Ma tant’è, Torino ha deciso di salutare le licenze Microsoft e passare all’Open Source.

La notizia è di qualche settimana fa, ma con la ripresa delle attività a pieno regime si comincerà a dare gambe a un progetto che richiederà molti mesi per essere completato.

Windows, addio: il Comune di Torino sarà Open Source

Pare infatti ci vorrà circa un anno e mezzo per mandare da una parte in scadenza tutte le licenze Microsoft, e implementare tutti i computer della rete comunale con programmi free, liberi, open source.

Le macchine sono infatti molte, oltre 8000, e il processo si presenta di quelli imponenti. Ma i risultati saranno di livello, specie per le casse di Palazzo Civico, che ultimata l’operazione conta , secondo quanto afferma il city manager Gianmarco Montanari, di risparmiare un bel 6 milioni di euro in 5 anni.

In tempi di crisi e bilanci all’osso, non poco.

Windows, addio: il Comune di Torino sarà Open Source

I computer comunali montano ancora Windows Xp, sistema operativo per il quale da mesi Microsoft ha smesso di rilasciare assistenza e aggiornamenti: da qui l’idea.

Non passiamo a Windows 8, ma man mano installiamo Ubuntu, una release particolarmente utilizzata in ambito Linux, e di conseguenza programmi open source liberi, come il pacchetto Open Office.

Torino non è la prima città d’Italia in cui viene presa una decisione simile: l’esempio arriva da Parma, Udine, Empoli, Trieste, Bolzano, Modena, Bologna. DI certo è il più grande comune in cui si passa all’Open Source. E quella con il maggior numero di computer che abbandoneranno Windows, con buona pace di Bill Gates.

Un esempio positivo, che le città già implementate confermano come redditizio, in termini di facilità d’uso e, ovviamente, di risparmio economico.

Andrea Besenzoni

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