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Crisi del Teatro Regio di Torino: frattura insanabile?

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Crisi del Teatro Regio di Torino: frattura (insanabile?) tra il Maestro Noseda e il sovrintendente Vergnano Torino
Crisi del Teatro Regio di Torino: frattura (insanabile?) tra il Maestro Noseda e il sovrintendente Vergnano Torino

Questa fine di agosto – che di estivo ha ben poco – ha portato a Torino venti di tempesta, soprattutto a livello atmosferico, ma non solo.

Da qualche giorno, infatti, in piazza Castello “volano gli stracci”.

Quel Teatro Regio che da sette anni è ormai esempio virtuoso per altri enti lirici italiani, sia sotto il profilo artistico, che da una prospettiva di tipo economico, è al centro di una bufera creatasi intorno alle figure del direttore musicale – il M° Gianandrea Noseda e del sovrintendente (dimissionario, poiché il suo mandato è scaduto nel mese di luglio), Walter Vergnano.

In realtà la querelle si trascina ormai da tre mesi, ovvero da quando la presentazione alla stampa della Stagione d’Opera 2014/2015 si è trasformata nel palcoscenico non proprio ideale per le piccate frecciate di Noseda nei confronti di Vergnano, ma anche per richieste di chiarimento da parte dei sindacati degli orchestrali circa il futuro artistico dell’ente lirico torinese.

Crisi del Teatro Regio di Torino: frattura (insanabile?) tra il Maestro Noseda e il sovrintendente Vergnano Torino

La goccia che (sembra) aver fatto traboccare il vaso riguarda la nomina di un direttore artistico, che in verità, avrebbe dovuto essere concordato tra direttore musicale, Sindaco, e sovrintendente. Le cose non sono evidentemente andate così e allora Noseda – dopo quello che si può definire un autentico aut aut – pare se ne vada sbattendo la porta, non senza aver assicurato di voler mantenere gli impegni presi con il regio per la stagione 2014/2015.

Allo stato attuale dei fatti, l’Orchestra e il Coro – com’era prevedibile – sono totalmente dalla parte del direttore musicale.

Il mondo politico e culturale torinese, invece, è spaccato in opposte fazioni: il sindaco Piero Fassino, fedele al motto “Squadra che vince non si cambia”, esorta alla ricomposizione di quella che ormai sembra una frattura insanabile, per il bene del teatro; l’ex assessore alla Cultura, Fiorenzo Alfieri, ispiratore sette anni fa di quello che lui stesso chiama “il miracolo del Regio”, attuato dall’incontro professionale tra Noseda e Vergnano, si rifugia nel pessimismo (“Uno come Noseda non si trova dall’oggi al domani”); l’attuale assessore alla Cultura, Maurizio Braccialarghe, la prende con filosofia, se così si può dire (“Noseda se ne va? Ce ne faremo una ragione”).

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Crisi del Teatro Regio di Torino: frattura (insanabile?) tra il Maestro Noseda e il sovrintendente Vergnano Torino

Dal canto suo l’ormai ex-sovrintendente Vergnano non riesce a spiegarsi un tale accanimento da parte di Noseda nei confronti della sua gestione, e precisa: “In questi anni sono stati fatti i titoli che voleva lui con artisti scelti da lui. Non gli è stato mai negato nulla”.

E intanto c’è perfino chi, pur avendo lasciato anch’egli Torino – dopo averla addirittura definita provinciale – invidia la frattura Noseda-Vergnano.

Il regista Paolo Virzì, attuale guest-director del Torino Film Festival, ultima grande star ad aver abbandonato professionalmente il capoluogo subalpino, dice: “Fassino dovrebbe essere contento di questa polemica. Se una città segue con una tale passione, al punto da spaccarsi, una querelle culturale di questa portata, vuol dire che a Torino il teatro ha ancora la sua importanza”.

Al di là delle varie polemiche e fazioni, la “patata bollente” presto passerà nelle mani dell’assemblea dei soci e del nuovo comitato d’indirizzo, i quali, a settembre, dovranno trovare una rapida ed efficace soluzione nell’esclusivo interesse del Teatro Regio.

r.mazzone@mole24.it

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