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Vacanze torinesi: si fa presto a dire Regge Sabaude.

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“Vacanze torinesi”. Quinta puntata: si fa presto a dire Regge Sabaude.“Vacanze torinesi”. Quinta puntata: si fa presto a dire Regge Sabaude.
“Vacanze torinesi”. Quinta puntata: si fa presto a dire Regge Sabaude.“Vacanze torinesi”. Quinta puntata: si fa presto a dire Regge Sabaude.

Le residenze dei Savoia a Torino e in Piemonte sono entrate nella lista del Patrimonio UNESCO già dal 1997. Ma sappiamo esattamente quali sono? Dove si trovano e quali siano accessibili alla visita degli appassionati di arte, storia e costume?

Per il nostro consueto consiglio della gita fuori porta del fine settimana appare un po’ azzardato – oltre che logisticamente impossibile- visitare tutte le residenze reali in un week end solo, ma sicuramente merita provare a vederne qualcuno.

In tutto sono 14 siti, sparsi tra la città di Torino, la provincia e tutta la regione Piemonte. Tralasciando quelli più famosi e ipervisitati – oltre che già plurisponsorizzati – non c’è che l’imbarazzo della scelta per calarsi in un’atmosfera magica e fuori dal tempo.

A parte la Venaria Reale, Palazzo Reale e Palazzo Madama, per chi vuole scoprire luoghi meravigliosi da un punto di vista artistico ma anche paesaggistico e naturalistico – magari lontano dalle code chilometriche dei palazzi più gettonati – per scoprire com’era la vita di corte.

“Vacanze torinesi”. Quinta puntata: si fa presto a dire Regge Sabaude.

Ed ecco quindi accessibili i palazzi dove re, regine e tutta la corte si recavano in villeggiatura, come il castello ducale di Agliè – reso famoso da una fiction – o il castello e la tenuta di Racconigi che sicuramente meritano un piccolo viaggio fuori città.

E ancora il quasi sconosciuto castello di Susa che oggi ospita il museo civico della cittadina montana, attraverso un percorso che narra il ruolo cruciale dei valichi alpini e il territorio della Val Susa nella storia sabauda.

Per chi invece non ha intenzione di spostarsi troppo, o magari non ha i mezzi per farlo – non dimentichiamoci che le residenze più lontane dalla città non sono facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici, secondo italica tradizione – allora basta rimanere all’interno delle “cinta” urbane per poter ammirare le stupende stanze di Villa della Regina o di Palazzo Carignano, nonostante ospiti il Museo del Risorgimento, secondo per collezioni sono a quello di Roma ma al cui interno è possibile vedere la ricostruzione del Parlamento Subalpino.

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E infine, per chi è interessato a percorsi diversi e devozionali, è possibile scoprire i luoghi di culto dei Savoia.

Oltre all’emblema della devozione cattolica della famiglia Sabauda ovvero la basilica di Superga – ex voto per la battaglia con i francesi – meritano sicuramente una gita altri luoghi piemontesi.

Sicuramente, il santuario di Oropa che sorge a 1200 metri di altezza ed è importante luogo di culto per numerosissimi pellegrini che si recano in preghiera di fronte la statua della Vergine Nera. Ha origini antichissime e la famiglia reale, molto devota a questo luogo, aveva chiamato i più famosi architetti per trasformare la piccola chiesetta originaria nel più grande e maestoso santuario mariano dell’arco alpino.

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E infine il Santuario di Vicoforte che il duca Carlo Emanuele I aveva voluto trasformare nel nuovo pantheon di casa Savoia. Il santuario detiene due primati: la cupola ellittica più grande del mondo oltre che il ciclo di affreschi più ampio del mondo.

Per buona pace per chi va alla ricerca del sole al mare e non sa cosa c’è vicino a casa propria.

Non sempre l’erba del vicino è più verde.

Per ulteriori informazioni: Residenze Reali di Torino e del Piemonte

Giulia Copersito

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