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“Vacanze torinesi”: il Castello di Moncalieri

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“Vacanze torinesi”. Quarta puntata: il Castello di Moncalieri. |Torino
“Vacanze torinesi”. Quarta puntata: il Castello di Moncalieri. |Torino

In molti sanno che le regge e i castelli sabaudi sparsi a Torino e provincia oltre che al confine con la vicina provincia di Cuneo fanno parte del Patrimonio Mondiale UNESCO per il loro alto valore storico e artistico e segni della storia del Piemonte e dell’Italia.

Pochi forse sanno esattamente quali siano. Gli edifici più famosi sono sicuramente in città – in primis Palazzo Reale e Palazzo Madama, senza dimenticare Palazzo Chiablese, sede oggi di mostre, e Palazzo Carignano che oggi ospita il famoso Museo del Risorgimento e già sede del Parlamento Subalpino – insieme ad altri molto vicini a Torino come, l’ormai tappa fissa di una moltitudine di turisti, ovvero la Reggia di Venaria.

Ma tra le tante costruzioni dei Savoia una ha avuto una storia non particolarmente fiorente dal punto di vista turistico tanto quanto poco considerata dagli stessi cittadini torinesi: il castello di Moncalieri.

Probabilmente questa sorte è dovuta alla lunga chiusura, al fatto che una parte di esso è adibita a sede di un reggimento dei Carabinieri.

Per capire un po’ meglio l’importanza del castello, è necessario conoscere un po’ meglio la sua storia.

L’attuale impianto del castello di Moncalieri risale al XVII secolo ed è il risultato dell’ampliamento di un fortilizio medioevale.

“Vacanze torinesi”. Quarta puntata: il Castello di Moncalieri. |Torino
“Vacanze torinesi”. Quarta puntata: il Castello di Moncalieri. |Torino

Nella seconda metà del Quattrocento l’edificio era stato scelto come dimora da Jolanda di Valois e a partire dal 1610, Carlo Emanuele I diede inizio ai lavori di ampliamento dell’antico maniero, proseguiti sotto Vittorio Amedeo I e la Madama Reale Maria Cristina di Francia: nell’arco di un sessantennio, con l’intervento degli architetti Amedeo di Castellamonte, Andrea Costaguta e Carlo Morello, l’edificio ha assunto la configurazione odierna.

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Il castello era la residenza preferita di Vittorio Amedeo II al cui interno morì nel 1732 dopo aver abdicato in favore del figlio Carlo Emanuele III. Durante il regno di quest’ultimo, l’edificio fu oggetto di numerosi interventi, sotto la direzione di Benedetto Alfieri; gli abbellimenti proseguirono al tempo di Vittorio Amedeo III (morto a Moncalieri nel 1796), con l’intervento dell’architetto messinese Francesco Martinez.

L’arrivo delle truppe francesi apportò gravi danni all’edificio, che come spesso accade in situazioni simili è stato utilizzato come caserma e ospedale militare.

Nel 1817, sotto Vittorio Emanuele I, sono iniziati i restauri e abbellimenti per renderlo idoneo di nuovo a residenza reale.

Questi interventi comprendono lo scalone a tre rampe in marmo di Carrara e la cavallerizza in fondo al cortile principale. Nel periodo risorgimentale, gli appartamenti di Vittorio Emanuele II e della regina Maria Adelaide vennero riallestiti e arredati secondo il gusto eclettico tipico della seconda metà dell’Ottocento, cancellando quasi completamente le tracce dei secoli precedenti.

Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1948 il complesso è diventato – cosi come lo è oggi in una sua parte – sede del I Battaglione Carabinieri “Piemonte”. Gli appartamenti reali, in consegna alla Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici del Piemonte, sono stati restaurati e aperti al pubblico nel 1991, anche se attualmente sono chiusi al pubblico.

“Vacanze torinesi”. Quarta puntata: il Castello di Moncalieri. |Torino

Ma se il Castello è chiuso, è invece possibile visitare il parco e la Cavallerizza che custodisce molti tesori preziosi provenienti dalla Galleria Sabauda, chiusa per lavori.

In particolare è possibile, dallo scorso 20 aprile e per tutte le domeniche, accedere al Parco e goderselo a pieno tramite delle visite guidate che si susseguono per l’intera giornata, dalle 10 alle 18.

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“Il parco del Castello è uno straordinario esempio di parco paesaggista di fine ‘800 dove sipossono ammirare esemplari botanici di grande bellezza, il romantico laghetto ed alcuniedifici come la Torre del Roccolo dove

veniva praticata la caccia “alla bresciana”, la casadel vignolante e straordinari scorci panoramici che dalla sommità del parco spaziano sul Castello, sul centro storico di Moncalieri e sulle Alpi Occidentali e Liguri”: si legge cosi sul comunicato stampa ufficiale del Comune di Moncalieri.

E allora visto che si tratta della settimana di Ferragosto con più torinesi rimasti in città, e magari con poca voglia di uscire dalla città visto un clima e un meteo particolarmente sconfortante, ecco la proposta della gità fuori porta… a portata di mano.

Garantisce UNESCO.

Giulia Copersito

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