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Troppo Toro per il “Bromma”

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Troppo Toro per il “Bromma”
Troppo Toro per il “Bromma”

Il primo passetto verso la fase a gironi è fatto: il Toro batte in maniera perentoria il Brommapojkarna e ipoteca la qualificazione al turno successivo.

Hai voglia a dire che l’avversario sia tutt’altro che trascendentale e che un risultato del genere fosse prevedibile, hai voglia a fare il sorriso un po’ cinico del “tanto contro sti qua, figurati”, ma ieri sera, alle 19, un piccolo tuffo al cuore ce l’hanno avuto tutti quando l’arbitro Gozubuyuk ha fischiato l’inizio del match, ufficializzando più di ogni altra cosa il ritorno in Europa dei granata.

Chi in Svezia, chi in streaming (sì, perché la prima gara ufficiale di una squadra italiana del 2014/2015 non ha avuto copertura televisiva, al contrario di drammatiche amichevoli), chi aggiornato dagli amici, per un paio d’ore Maratona e dintorni non ci sono stati per nessuno.

Troppo Toro per il “Bromma”
Troppo Toro per il “Bromma”

Pur rimaneggiato, il Toro di Ventura, il quale in carriera non aveva mai assaporato l’Europa, ha disputato una buona gara, facendo intravedere trame interessanti e belle a vedersi, alternate a qualche pausa fisiologica. La strana coppia Larrondo-Barreto ha risolto il match e avrebbe potuto rendere il risultato più grassottello se non avesse sbagliato alcune opportunità in maniera rocambolesca.

L’ex senese ha sbloccato su rigore e raddoppiato di testa dopo un bel traversone di Nocerino, mentre il brasiliano si è guadagnato il penalty più espulsione che ha aperto le danze, si è incavolato per non averlo calciato, ha siglato il 3-0 su pregevole assist di Molinaro e l’ha festeggiato con un balletto che ha fatto sperare a molti che lo streaming si bloccasse.

Per il resto, da segnalare le prestazioni di El Kaddouri, che sembra voglioso di responsabilità sulla scia del finale della stagione scorsa, e dei già citati Molinaro (da un pezzo non si vedevano traversoni come i suoi partire dalla sinistra) e Nocerino.

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A convincere meno è Vesovic (meglio Benassi nel finale sulla destra), ma nel complesso nessuna insufficienza, complice il divario enorme tra le compagini.

Un erroraccio di Vives che provoca un altro rigore più espulsione tenta di rimettere in gioco il BP, ma l’esecuzione in curva di Rexhepi mette fine a qualsiasi tentativo di riapertura di un match in cui la differenza di preparazione fisica non si è mai vista.

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Giovedì si chiuderà il doppio scontro all’Olimpico: con la qualificazione in tasca, lo stimolo per riempire il più possibile lo stadio non è tanto dato dalla prima uscita ufficiale fra le mure amiche, ma dall’opportunità di poter sentire un profumo. Quel profumo d’Europa che arrivava anche a migliaia di chilometri di distanza, usciva dagli schermi del pc e si piazzava dentro di noi.

Quel profumo d’Europa che troppo a lungo ci si era negati. Quel profumo d’Europa che si potrà sentire ancora più intensamente dal vivo, sulla nostra erba, con le maglie granata a pochi metri.

Quel profumo d’Europa che è uno dei più belli che vi siano.

Francesco Bugnone

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